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Movimento "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011". Partigiani sempre.

Movimento "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011". Partigiani sempre.
Partigiani sempre

martedì 16 ottobre 2012

Mi chiedo se sia meglio un F35 o un posto letto ?


Mi chiedo se sia meglio un F35 o un posto letto ?
I tagli alle forze militari sono nulle se confrontate con sanità, giustizia, ricerca e pubblica amministrazione.
Perché’ ?
Nel 2011, la spesa bellica ha raggiunto la cifra di 20 miliardi di euro circa (secondo lo studio dell’Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo), cifra che non comprende i programmi più onerosi, come il tanto discusso acquisto dei velivoli Joint Strike Fighter (F35) (ridotti da 130 a 90).
Questi due ultimi «investimenti», insomma, pesano nei bilanci dello Stato quasi quanto l'intero ammontare che si prevede di risparmiare con l'intera spending review nell'arco temporale 2012-2014 (26 miliardi di euro).
Questi sono i tagli che il governo Monti non fa?
Perché?

http://bit.ly/SY6Cfs

lunedì 15 ottobre 2012

Ma quanti sono veramente gli esodati ?


Ma quanti sono veramente gli esodati ?
Può un Ministro (Elsa Fornero) non sapere il numero di chi rimarrà senza reddito (stipendio, pensione, ammortizzatori) quando propone una riforma, quelle delle pensioni ?
Già a giugno l’Inps annunciava che forse gli esodati erano  390.200, ma il ministro volle dare un reddito a solo 65.000.
In questi giorni il governo ha deciso di tutelare circa 130mila esodati.
Ci si avvicina ai quasi 400.000 esodati annunciati a giugno.
La Fornero non può giocare con la vita dei lavoratori.
Per colpa sua in molti vivono senza reddito.
Questo errore non può passare inosservato.
IO GRIDO : <<  MINISTRO DEVI DIMETTERTI>>.
Domenico CIRASOLE

Se vuoi leggi qui il mio punto di vista :http://bit.ly/Wp5ulX 

sabato 13 ottobre 2012

Maggioritario o proporzionale, doppio turno, premio di maggioranza, preferenze, collegi uni-plurinominali, listino bloccato questi i nodi della casta


La Casta (Pdl, Udc, Lega, Fli, Mpa e Cn) nella commissione Affari costituzionali del Senato ha votato a maggioranza la proposta di una legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza, prevedendo nuovamente le liste bloccate, in cambio della carota delle preferenze.
Così siamo alle solite la nuova legge elettorale non prevedere:
1.doppio turno;
2.elezione del premier;
3.democrazia, controllo e sanzioni interne al partito;
4.collegi piccoli;
5.che tutti i seggi siano assegnati a eletti,(vogliono ancora regalare grazie a listini bloccati, poltrone ai soliti della casta senza che nessuno li abbia mai votati);
6.esclusioni di premi di maggioranza, (vogliono regalare altre poltrone ai partiti che prendono un voto in più);
7. un limite alle legislature (massimo due);
8. primarie;
9. l'obbligo delle coalizioni e dei programmi, lasciando libertà di vendita di voti al miglior offerente per ottenere una maggioranza in parlamento;
10. il limite alla carriera politica in tutte le sue cariche, ineleggibilità al terzo mandato, e incandidabile a tutte le figure politiche. BASTA CON POLITICI DI PROFESSIONE. BASTA CON LA CASTA.
11.L’INCANDIDABILITA’ DEI CONDANNATI E INDAGATI  AL PARLAMENTO

A tutti dico che il voto di scambio esiste anche nei collegi. 
Non sono i collegi la soluzione allo scambio di voti. 
Chi fa girare una bufala del genere non vuole che la politica si rigeneri, ma vuole 1/3 che entri in parlamento senza che nessuno li abbia mai votato, e i restanti 2/3 apportando solo il voto al partito che sceglie per me il candidato migliore.

Il problema e che io non mi fido dei partiti (LA GRANDE CASTA).

La casta con questa riforma, senza le preferenze controlla il 100% dei seggi.

A noi solo la possibilità di scegliere la coalizione.

Poi .....altro regalo è il premio di maggioranza.......altro che popolo sovrano !!!!!!

Ricordo a tutti che i partiti devono controllare con codice etico i candidati.
Io direi che i partiti devono essere sottoposti alla responsabilità amministrativa degli enti (231/01) -che dovrebbe ampliare le fattispecie- con sanzioni non solo per i singoli sottoposti a responsabilità personale penale, ma anche gli enti (partiti-casta) che hanno omesso il controllo.
I PARTITI NON POSSONO DIRE NON SAPEVO CHE UN MIO CONSIGLIERE-DEPUTATO RUBAVA, CHE HA COMPRATO I VOTI DALLA CRIMINALITA'.
I PARTITI DEVONO CONTROLLARE CHI CANDIDANO E SE SBAGLIANO DEVONO ESSERE SANZIONATI.
QUINDI RESPNSABILITA' PENALE PERSONALE, E RESONSABILITA' AMMINISTRATIVA PER I PARTITI.

Domenico CIRASOLE
http://precariesenzalavoro.blogspot.it/

Leggi qui il mio punto di vista : http://bit.ly/Tij3zd

Il Governo Monti fa come nella scuola promette e non mantiene.


Io credo che questi, (leggi l'articolo sotto riportato) sono solo proclami.
Troppe tappe, pareggio di bilancio, raggiungimento degli obiettivi, piano di rientro, decreto interministeriale, procedura concorsuale.
Il Governo Monti fa come nella scuola promette e non mantiene.
Vogliono liberarsi dei precari e mandarli a casa, in cambio la PROMESSA DI UN CONCORSO.
VOGLIONO RAGGIRARE LE DIRETTIVE EUROPEE; NOI PRECARI DELLA SANITA' DOVREMMO ESSERE STABILIZZATI CON CONCORSO COSI' COME NELLA SCUOLA.
Nel mentre attendiamo che si assolva a tutto l’iter burocratico, i contratti scadranno, il personale andrà a casa, e gli ospedali regaleranno malasanità; tutto per colpa di una casta romana sanguisuga che come il predecessore continua a  tagliare servizi anzichè sprechi.
Anzi dirò di più l'attuale governo non ha mai bloccato il decreto Brunetta ( continuità con il precedente governo) che impone di assumere attraverso lo strumento delle mobilità.
Le mobilità (regionale extra-regionale) entro dicembre colmeranno quasi tutti i posti vacanti che per anni sono stati occupati da precari oggi messi alla porta, letteralmente buttati fuori, e sostituiti da chi un lavoro  stabile già c'è là. Questi precari per anni ano atteso un concorso, vivendo nella precarietà sono messi al lastrico da chi ha già sgretolato i diritti di migliaia di lavoratori.
Ospedali nel caos sbloccate in Puglia altre 200 assunzioni
di Nicola Pepe
BARI - Via libera ad altre 200 assunzioni nella sanità. Oltre alle 200 previste nel corso della trattativa nell’ambito del Piano di rientro (come riferito nei giorni scorsi), ieri pomeriggio è stato approvato in commissione Affari sociali della Camera un emendamento che «sblocca» un altro gruppo di persone da inquadrare nelle aziende sanitarie pubbliche. La decisione, condivisa dal Governo, è stata assunta nell’ambito dell’esame del decreto legge presentato dal ministro Balduzzi che lunedì approderà in Aula per la discussione.
La novità (che «allarga» l’art. 15 del decreto) consiste nel fatto che, per far fronte alle esigenze di personale finalizzate a garantire i livelli essenziali di assistenza, le Regioni sottoposte a Piano di rientro potranno assumere personale in una misura percentuale pari al 20 per cento degli esodi del 2011. Da un primo esame, ammonterebbero a più di 1.000 le persone andate in pensione, il che farebbe pensare a uno sblocco per almeno 200 persone. Unica condizione, la verifica del rispetto del «Patto» del Piano di rientro e il raggiugimento «anche parziale» degli obiettivi. Lo sblocco avverrà tramite un decreto interministeriale Economia, Salute e Affari regionali.
Secondo l’emendamento approvato, i concorsi pubblici che verranno banditi dovranno riservare una riserva di posti non superiore al 50 per cento per il personale non dirigenziale (infermieri, tecnici, amministrativi, ecc) assunto con contratto a tempo determinato e con almeno tre anni di servizio nelle aziende sanitarie della stessa regione. Tale disposizione metterebbe in sicurezza molti infermieri che, diversamente, si sarebbero trovati in seria difficoltà.
Ma c’è un capoverso dell’emendamento che prevede un’alternativa alle assunzioni con concorso attraverso la «stabilizzazione del personale precario». Letta così sembrerebbe ricomprendere anche quella platea di «de stabilizzati», ovvero quei 260 tra dirigenti tecnici, amministrativi, medici che si sono visti annullare il contratto di assunzione dalla Corte Costituzionale che ha cassato la legge regionale di stabilizzazione. Ma questa parte di emendamento è successiva a quella relativa al personale «non dirigenziale», quindi non dovrebbe ricomprendere questa tipologia di personale attualmente «precario» e ancora con poche settimane di lavoro. Sul punto, però, lo stesso assessore alla Salute, Ettore Attolini, non esclude di fare una verifica direttamente a Roma con il ministro Renato Balduzzi al quale nei giorni scorsi aveva scritto una lettera proprio sul caso de-stabilizzati.
A conti fatti, la Regione dovrebbe ottenere uno sblocco complessivo di 400-450 persone, meno della metà del contingente previsto per far fronte alle esigenze degli ospedali pugliesi.
FONTE:  http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=559319&IDCategoria=1



Art. 4-bis.
(Disposizioni in materia di assunzioni del personale del Servizio sanitario nazionale e livelli di spesa).

  1. Le aziende sanitarie locali, nel rispetto degli equilibri programmati di finanza pubblica e della programmazione triennale del fabbisogno di personale, possono bandire concorsi pubblici per le assunzioni di personale a tempo indeterminato, prevedendo una riserva di posti, non superiore al 50 per cento dei posti messi a concorso, per il personale non dirigenziale del servizio sanitario nazionale con contratto di lavoro a tempo determinato che alla data del 31 dicembre 2012 ha maturato, nell'ultimo quinquennio, almeno tre anni di anzianità con contratto di lavoro a tempo determinato presso le aziende sanitarie locali.
  2. A decorrere dall'anno 2013 le Aziende sanitarie locali, nei rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni e integrazioni nonché quelle del comma 4 del presente articolo, previa autorizzazione della Regione, ovvero del Presidente della Regione in qualità di commissario ad acta, possono superare il limite di spesa di cui all'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, per le assunzioni strettamente necessarie a garantire la costante erogazione dei servizi sanitari e il rispetto dei livelli essenziali di assistenza; resta fermo che comunque la spesa complessiva non può essere superiore alla spesa sostenuta per le stesse finalità nell'anno 2009.
  3. All'articolo 1, comma 174, quarto periodo, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 e successive modificazioni e integrazioni, dopo le parole: «si applicano comunque», sono aggiunte le seguenti: «a decorrere dal 1o giugno,».
  4. Al fine di garantire l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza, a decorrere dall'anno 2012, gli enti del servizio sanitario delle Regioni sottoposte, per almeno un biennio, alla misura del blocco automatico del turn over ai sensi dell'articolo 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni e integrazioni, in deroga a quanto previsto al predetto comma, possono procedere a nuove assunzioni di personale a tempo indeterminato, nel limite massimo del 25 per cento del personale cessato dal servizio nell'anno immediatamente precedente, previa autorizzazione della Regione, ovvero del Presidente della Regione in qualità di commissario ad acta, a seguito di richiesta motivata dei suindicati enti. Ferme restando le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 71 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, la spesa sostenuta per il personale assunto in attuazione della presente comma non può essere superiore al 25 per cento di quella sostenuta per le spese di personale cessato dal servizio nell'anno immediatamente precedente. I concorsi pubblici banditi ai sensi del presente comma possono prevedere la medesima percentuale di riserva di posti di cui al comma
1. In alternativa alle nuove assunzioni, gli enti del servizio sanitario, nel rispetto dei limiti di cui al presente comma, possono confermare i provvedimenti di stabilizzazione del personale precario, ai sensi della legge 27 dicembre 2006, n. 296, assunti in violazione del blocco automatico del turn over, di cui all'articolo 1, comma 174 della legge 30 dicembre 2004, n. 311. 

Fonte: http://www.camera.it/824?tipo=A&anno=2012&mese=10&giorno=10&view=&commissione=12#data.20121010.com12.allegati.all00010


sabato 6 ottobre 2012

ITALIA: CONTINUA LA VERGOGNA.



E’ UNA VERGOGNA.
I PARTITI DELLA CASTA ROMANA VIETANO L’ACCORPAMENTO DELLE AGENZIE FISCALI.
NON VOGLIONO RINUNCIARE A DELLE RENDITE SICURE DA SPARTIRSI.
ALL’UNANIMITA’ VOTANO CONTRO IL GOVERNO.
I partiti continueranno ad avere TANTE poltrone, da dividersi, senza considerare gli scandali nascosti.
A tutti ricordo come esempio recente lo scandalo di Tributi  Italia Spa, il cui amministratore Giuseppe Maggese, si è appropriato in modo indebito, di circa 20 milioni di euro.
Il Governo è stato battuto in commissione Finanze della Camera durante le votazioni sul Ddl delega fiscale.
Lo stop all’accorpamento, votato all'unanimità dalla commissione Finanze della Camera, aveva il parere contrario del rappresentante del governo.
QUESTI SONO I NOSTRI PARITI ROMANI.
QUESTO IL LIMITE DEL GOVERNO CHE TENTA INVANO  DI ESSERE EQUO.

sabato 22 settembre 2012

Presidente Monti lei deve tagliare i costi della Politica, lo ha promesso.




Presidente Monti Lei deve tagliare i costi della Politica, lo ha promesso. Presidente Napolitano Lei deve intervenire per eliminare ovvero ridurre sostanzialmente e non simbolicamente ( vedi i 20 milioni di tagli fatti dalla Polverini ) tutti i costi della politica, lo faccia ora, prima che ritorni a casa, dia alle nuove generazioni un motivo per continuare a vivere in Italia.
COSTI DELLA POLITICA:
1.costo per il funzionamento delle società, Aziende, consorzi, ed enti regionali, provinciali e comunali 7.131.458.375,33 euro;
2.costo della politica, riferito esclusivamente agli eletti nazionali e locali 2.054.125.080 euro;
3.costo di funzionamento della Politica (nazionale e locale) 6,9 miliardi di euro;
4.costo complessivo dello stato: 807 miliardi di euro (Regioni, Province, Comuni,le 7000 Aziende, società, consorzi), di cui :
a. se consideriamo esclusivamente le Regioni, Provincie e Comuni i costi di funzionamento ammonta a oltre 7 miliardi di euro;
b. se consideriamo esclusivamente le spese per il funzionamento delle 7000 società, aziende, consorzi, ed enti regionali, provinciali e comunali 7.131.458.375,33 euro.

Domenico CIRASOLE


Movimento La Nuova Resistenza 25 aprile 2011


(fonte Siope/Istat
http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q&esrc=s&source=web&cd=3&ved=0CDkQFjAC&url=http%3A%2F%2Fwww.upi.emilia-romagna.it%2FLists%2FIn%2520Primo%2520Piano%2FAttachments%2F125%2FI%2520costi%2520della%2520Politica.ppt&ei=N1tdUIf7J_HV4QSD8IC4Bw&usg=AFQjCNHVQJt8_Rs21kHdluMhEOT )

mercoledì 19 settembre 2012

Attolini: Puglia, mancano 2.500 unità e il Governo monti tace.


Fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2012/19-settembre-2012/i-pronto-soccorso-rischio-chiusuraattolini-reparti-non-c-personale-2111886558176.shtml

«I pronto soccorso a rischio chiusura»
Attolini: Puglia, mancano 2.500 unità
Grido d'allarme in Consiglio dell'assessore alla Sanità
Palese: «Vendola spieghi ai cittadini ciò che ha fatto»


Sala d'aspetto
BARI - «Saremo costretti tra poco a chiudere i pronto soccorso se non si sblocca la situazione di grave carenza del personale sanitario in Puglia». L'allarme è di Ettore Attolini, assessore regionale alle Politiche della salute, che in Consiglio regionale ha evidenziato la criticità nella relazione sullo stato dei livelli essenziali di assistenza e sull'organizzazione funzionale del sistema sanitario pugliese. «Nel garantire i livelli essenziali di assistenza sanitaria (Lea) - ha detto Attolini - partiamo da una carenza minima di 2.500 persone. Sia chiaro a tutti: rispetto a questo dato che mette a rischio erogazione Lea e sopravvivenza del nostro sistema sanitario chiedo ufficialmente una levata di scudi, una razione bipartisan di tutti per tutelare la salute dei cittadini».
I RISCHI - Per l'assessore «esiste un problema di egemonia delle ragioni economico finanziarie rispetto alle esigenze e valori (universalismo ed equità di cure): non è più possibile accettare questo tipo di approccio ai piani di rientro». «In Puglia questa situazione si evidenzia sulla questione del personale. È la vera questione strategica da cui dipende l'esito positivo del piano di rientro. Ed anche la buona parte dei casi di malasanità sono riconducibili alla cronica e gravissima carenza di personale. In Puglia stiamo compiendo sforzo, con il piano di rientro e non solo, in una situazione di carenza e crisi. Il piano, in vigore da un anno e mezzo, ha accelerato processi che erano già previsti in tempi molto contenuti».



Rocco Palese
L'OPPOSIZIONE - «La drammatica situazione attuale - ha commentato Rocco Palese, capogruppo Pdl - è frutto di scelte e leggi che la Puglia ha adottato negli ultimi 8 anni, in cui si sono avvicendati ben tre assessori alla Sanità, di cui gli ultimi due "tecnici" che, quindi, nelle loro relazioni al Consiglio hanno parlato da tecnici e solo per il periodo di propria competenza. Se vogliamo che dal nostro lavoro in Aula nasca una speranza di dare finalmente al sistema sanitario un nuovo modello organizzativo-funzionale va tracciato un bilancio costi e benefici delle scelte politiche e di Governo attuate negli ultimi 8 anni e può farlo solo il presidente della giunta regionale Nichi Vendola».
L'ANALISI - «Sostanzialmente oggi il nostro sistema sanitario - ha concluso Palese - si riduce alla disapplicazione di leggi regionali approvate dal 2006 al 2010 e all'applicazione di un piano di rientro fatto solo di tagli ai servizi e non agli sprechi e che, per stessa ammissione autocritica dell'assessore Attolini, ha portato alla chiusura di 22 ospedali ma ad oggi ancora a nessuna riconversione, quindi ha portato di fatto solo alla deprivazione di servizi ai cittadini, a liste d'attesa chilometriche, a piante organiche approvate con anni di ritardo e che oggi rivelano carenze di almeno 2.500 addetti ma non sono ancora sufficientemente chiare. Nè si possono continuare ad invocare in eterno presunte responsabilità di Governi nazionali: con le leggi e i Governi nazionali si confrontano tutte le Regioni, non solo la Puglia».

domenica 16 settembre 2012

Incontro dei precari della sanità il 18 settembre ore 9 nei pressi del consiglio regionale pugliese.


Il giorno 18 settembre si terrà in Via Estramurale Capruzzi il Consiglio della Regione Puglia, durante il quale si parlerà dei problemi riguardanti la sanità pugliese. 

Incontriamoci tutti quanti alle ore 9:00 per cercare di avere notizie sul nostro futuro, se nell'ordine del giorno è previsto che parlino anche degli infermieri precari e/o disoccupati, e non solo dei medici od amministrativi destabilizzati, delle società esterne internalizzate o dei problemi della sanità privata. 

Dobbiamo far loro presente che esistiamo anche noi, dobbiamo ricordargli che in occasione della manifestazione effettuata il 15 maggio scorso ci avevano promesso un maggiore impegno istituzionale, impegno che, sinceramente, non c'è stato. 

Ci siamo stancati di esser presi continuamente in giro, dal governo Monti , il quale non si assume le proprie responsabilità e ad oggi ancora non si sa quale sarà il nostro futuro. 

La sanità pugliese è allo sfascio, per colpa del blocco delle assunzioni, ciò costa in termini di vite umane, ma a voi del governo Monti non interessa.

In Puglia attendiamo lo sblocco delle assunzioni e dei concorsi nella sanità che sono bloccati da anni, ma voi dopo aver permesso lo sfruttamento dei precari, andando contro ogni senso di responsabilità e contro la normativa nazionale ed europea anziché autorizzare i concorsi con una riserva del 50 % per gli interni, autorizzate da Roma le mobilità extra-regionali.

Le mobilità sono state autorizzate in tutte le Asl e aziende della puglia, schiaffeggiando ulteriormente i precari che resteranno senza lavoro.

Come può il governo Monti considerarsi equo, se continua a non voler assumersi il carico dei precari e tenta di risolvere il tutto bruciando le loro vite.

Lo ha fatto con la riforma Fornero, lo sta facendo con i concorsi nelle scuole, lo ha fatto con noi precari della sanità pugliese.

La casta romana non doveva autorizzate in Puglia le assunzioni con mobilità da altre regioni.

Vi ricordo che, voi della casta romana, nelle altre regioni non avete vietato il turn over, ne avete bloccato i concorsi.

In altre parole costringete i meridionali a lasciare le proprie terre in cerca di un concorso al nord.

La vostra sanità del Nord è efficiente solo grazie a noi professionisti del Sud !!

Se in Puglia dovesse continuare il blocco dei concorsi, dovreste bloccarlo anche nelle altre regioni.

Se in Puglia vige il blocco delle assunzioni, questo deve riguardare anche la mobilità.

Fate i concorsi, e assumente dai concorsi, date una possibilità ai precari anzichè sostituirli con altri colleghi che hanno già un ruolo.

Quindi, concorsi e assunzioni subito anche nella sanità pugliese e blocco delle mobilità da altre regioni.

Il giorno 18 NON ci sarà una manifestazione, ma un semplice chiedere spiegazioni ed informazioni. PARTECIPIAMO NUMEROSI QUESTA VOLTA!!!!!

venerdì 7 settembre 2012

Assunzioni subito anche nella sanità pugliese


A Casini ricordo questo dato record: i precari nel secondo trimestre del 2012 sono, quasi 2,5 milioni (2,455).

Si tratta del livello più alto dal secondo trimestre del 1993 sia in valore assoluto, sia per l'incidenza sul totale degli occupati che ha toccato il picco del 10,7%.

In totale, l'81,1% delle nuove assunzioni e' avvenuto utilizzando un rapporto di lavoro "precario".

I contratti scaduti sono stati ben 6,4 milioni (il 62,2%).

Quando Casini ha votato la riforma Foriero pensava di creare buona occupazione, o voleva regalare la vita dei precari alle imprese ?

I dati statistici lo confermano, le imprese sfruttano la precarietà e quasi mai utilizzano contratti a tempo indeterminato e l'apprendistato !

Casini, come può pensare, alle primarie quando serve rilanciare l'economia e i consumi interni ?

In Italia vi sono 3 milioni di precari che non possono sposarsi, avere figli, comprare casa, auto, ecc., questo certamente blocca il volano della ripresa !

Inoltre in Puglia attendiamo ancora lo sblocco delle assunzioni e dei concorsi nella sanità.

La sanità è alle pezze, vi è crisi e voi della casta romana autorizzate in Puglia solo le assunzioni con mobilità da altre regioni.

Vi ricordo che, voi della casta romana, nelle altre regioni non avete vietato il turn over, ne avete bloccato i concorsi.

In altre parole costringete i meridionali a lasciare le proprie terre in cerca di un concorso al nord.

La vostra sanità del Nord è efficiente solo grazie a noi professionisti del Sud !!

Se in Puglia dovesse continuare il blocco dei concorsi, dovreste bloccarlo anche nelle altre regioni.

Se in Puglia vige il blocco delle assunzioni, questo deve riguardare anche la mobilità.

Quindi, assunzioni subito anche nella sanità pugliese.

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Domenico CIRASOLE




giovedì 6 settembre 2012

PRECARIATO: ANIEF, IL MIUR GETTA LA MASCHERA E SMENTISCE LA CASSAZIONE



(AGENPARL) - Roma, 06 set - "I giudici della Corte di Cassazione, infatti, avevano giustificato la deroga alla normativa comunitaria (direttiva 1999/70/CE), introdotta dal legislatore nel solo comparto della scuola, sulla base del presupposto che il personale precario aveva maturato il diritto a una futura immissione in virtù della mera permanenza nelle graduatorie ad esaurimento e del servizio continuo che ne accresceva il punteggio in vista dell'assunzione". E' quanto si legge in una nota dell'Anief, Associazione, costituita da docenti e ricercatori in formazione, precari, in servizio, e di ruolo.
"Presupposto che Anief aveva subito smentito tanto da dare mandato al proprio ufficio legale di predisporre modelli di denuncia da inviare alla Commissione UE per aprire una nuova procedura d'infrazione a carico dello Stato italiano. Ecco che ora il Miur getta la maschera e, vestito dei poteri del datore di lavoro privato, tenta la strada di non chiamare più il lavoratore che lo aveva denunciato per abuso dei contratti a termine. È evidente come tale tentativo sia del tutto illegittimo poiché quel lavoratore è inserito in una graduatoria da cui si deve attingere esclusivamente sulla base del punteggio, tanto per stipula dei contratti a tempo indeterminato che per quelli a tempo determinato. Allo stesso tempo, il Miur ha l’esigenza di evitare di incorrere in una nuova condanna per abuso nella reiterazione di contratti TD, che questa volta avrebbe anche risvolti penali.   - continua la nota - Questo è il dramma a cui ora i dirigenti dell'amministrazione periferica devono rispondere: pur consapevoli, però, di come qualsiasi cosa decideranno di fare – se le alternative dovessero rimanere quelle sopra indicate – non potrà che essere sbagliata, visto che l'unica cosa corretta sarebbe stabilizzare i precari con 36 mesi o più di servizio pregresso. Quando la giurisprudenza scoprirà la farsa, allora potremo rivendicare il merito di avere sconfitto la piaga del precariato che da decenni affligge la nostra scuola, unico caso in Europa. Nell'attesa, ovviamente, i docenti precari non possono essere comunque cancellati da graduatorie previste per legge. La soluzione escogitata in Lombardia, infatti, equivarrebbe ad un’espulsione di fatto dal sistema scuola dei docenti con oltre 36 mesi servizio. Pertanto, laddove saremo contattati, ci attiveremo con precise diffide (come abbiamo già fatto a Mantova) e con ricorsi urgenti al giudice del lavoro per reintegrare il docente nelle proprie posizioni".

http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20120906-precariato-anief-il-miur-getta-la-maschera-e-smentisce-la-cassazione