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Movimento "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011". Partigiani sempre.

Movimento "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011". Partigiani sempre.
Partigiani sempre

venerdì 29 luglio 2011

SANITA’ PUGLIA: IL PREFETTO F.F. SI FA PORTAVOCE DEI PRECARI



In data 28 Luglio 2011, si è tenuto un sit-in di protesta organizzato dalla CGIL MEDICI, a cui ha partecipato anche il movimento  “La nuova resistenza 25 aprile 2011”, nella persona di Domenico Cirasole.
Il sit-in si è concluso nell’incontro con il Prefetto f.f. di Bari al quale le parti hanno cercato di esprimere le grosse carenze di personale medico ed infermieristico che la Regione Puglia vive a causa del blocco del turn-over imposto dal governo per rientrare nel patto di stabilità economico-finanziario.
Dette carenze di personale medico-infermieristico causano un brusco abbassamento di Livelli Essenziali di Assistenza , con grave lesione del diritto alla salute dei cittadini pugliesi.
Il Prefetto al termine dell’incontro ha accolto la richiesta di farsi portavoce della grave situazione che la sanità pugliese vive a causa del blocco.
Il sottoscritto Domenico Cirasole si auspica che in breve tempo i ministri competenti accolgano (cosi come in altre regioni fatto) la proposta di derogare al blocco delle assunzioni.
Certamente la deroga al blocco delle assunzioni non sarà utilizzata al solo fine di mantenere in servizio il personale interessato dalla sentenza della corte costituzionale, ma potrà permettere nei limiti imposti dai LEA, di assumere parte dei 3000 professionisti della sanità pugliese che ormai da mese hanno perso il lavoro, e attendono con ansia gli sviluppi del caso.
E’ impensabile continuare a chiudere reparti, accorpandoli, ridurre le prestazioni ambulatoriali, e sovra-caricare di turni aggiuntivi e reperibilità il poco personale rimasto in servizio, cosi è fuori discussione che non possono essere i 300 medici pugliesi, interessati dalla sentenza, a compromettere i livelli essenziali di assistenza sanitaria, ma bensi i 3000 professionisti (infermieri, tecnici, psicologi, dietisti) precari da 36 mesi.
E altrettanto fuori discussione proteggere e tutelare, concedendo proroghe e spiragli di continuità lavorativa, i medici  interessati dalla sentenza della corte costituzionale.
Detti medici  ritornati ad essere precari, hanno ora come prima gli stessi requisiti di chi (medici ed infermieri) restano a casa da mesi.
Il sottoscritto si auspica che si faccia chiarezza e che non si usino 2 pesi e 2 misure per chi è precario con gli stessi requisiti.
 Domenico  Cirasole
Movimento “La nuova resistenza 25 aprile 2011”

Blog:
Video-appello:
Intervista:
email:
cirasole.do@libero.it  

giovedì 28 luglio 2011

PUGLIA: IL PREFETTO F.F. SI FA PORTAVOCE DEI PRECARI


In data 28 Luglio 2011, si è tenuto un sit-in di protesta organizzato dalla CGIL MEDICI, a cui ha partecipato anche il movimento  “La nuova resistenza 25 aprile 2011”, nella persona di Domenico Cirasole.
Il sit-in si è concluso nell’incontro con il Prefetto f.f. di Bari al quale le parti hanno cercato di esprimere le grosse carenze di personale medico ed infermieristico che la Regione Puglia vive a causa del blocco del turn-over imposto dal governo per rientrare nel patto di stabilità economico-finanziario.
Dette carenze di personale medico-infermieristico causano un brusco abbassamento di Livelli Essenziali di Assistenza , con grave lesione del diritto alla salute dei cittadini pugliesi.
Il Prefetto al termine dell’incontro ha accolto la richiesta di farsi portavoce della grave situazione che la sanità pugliese vive a causa del blocco.
Il sottoscritto Domenico Cirasole si auspica che in breve tempo i ministri competenti accolgano (cosi come in altre regioni fatto) la proposta di derogare al blocco delle assunzioni.
Certamente la deroga al blocco delle assunzioni non sarà utilizzata al solo fine di mantenere in servizio il personale interessato dalla sentenza della corte costituzionale, ma potrà permettere nei limiti imposti dai LEA, di assumere parte dei 3000 professionisti della sanità pugliese che ormai da mese hanno perso il lavoro, e attendono con ansia gli sviluppi del caso.
E’ impensabile continuare a chiudere reparti, accorpandoli, ridurre le prestazioni ambulatoriali, e sovra-caricare di turni aggiuntivi e reperibilità il poco personale rimasto in servizio.
 Domenico  Cirasole
Movimento “La nuova resistenza 25 aprile 2011”
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martedì 26 luglio 2011

SIT-IN DEGLI INFERMIERI DELLA ASL BARI A CUI NON E' STATO PROROGATO IL CONTRATTO OLTRE I 36 MESI.

LA ASL CONFERMA IL RISCHIO DI PARALISI DELLA ASSISTENZA SANITARIA

 28 luglio 2011 ore 9,00
Piazza Prefettura BARI

Convocata dalla CGIL un’assemblea pubblica dei lavoratori della SANITÀ BARESE per denunciare il reale rischio d'interruzione dei pubblici servizi a causa della perdita di centinaia di posti di lavoro di Professionisti Sanitari (medici, infermieri, tecnici e amministrativi). Rischio peraltro confermato negli atti deliberativi della ASL barese. Il piano di rientro imposto alla Regione Puglia dal Governo Nazionale, non può privare i cittadini e soprattutto le fasce più deboli ed i pensionati del diritto alla salute che è ancora costituzionalmente garantito.
TUTTI I LAVORATORI  RIMASTI A CASA GHIGLIOTTINATI DEL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO ALLO SCADERE DEI 36 MESI SONO INVITATI A PARTECIPARE CON STRISCIONI E CARTELLONI.

In questo caldo mese di luglio, si legge di reparti accorpati, attività ambulatoriale ridotta, ambulanze con soli soccorritori, attese anni luce nei pronto soccorso, turni massacranti nelle rianimazioni, sale operatorie chiuse, attese per visite specialistiche di mesi , anziani e pazienti oncologici abbandonati alla loro solitudine per assenza di assistenza integrata domiciliare.
Tutto a causa della carenza di personale infermieristico; dicono che non vi sono infermieri disposti a lavorare!!
Ma la verità è un’altra, e neanche tanto nascosta.
Ad esempio in Puglia, ed in particolar modo nella provincia di Bari (Asl Bari , Azienda Policlinico-Giovanni XXIII ed Ospedale Oncologico) non è stato rinnovato il contratto a quasi 1000 infermieri, dal  2010 a oggi.
Questo personale da 36 mesi  precario, mandato a casa in questi caldi giorni, era la struttura ossea del sistema Sanità.
Infatti mancando concorsi da più di 15 anni, le Asl hanno assunto solo personale a tempo determinato, lo stesso che ora è l’unico che è costretto a curare e fasciare le ustioni di un fuoco che ha bruciato milioni di euro nelle Asl.
La politica di non prorogare i contratti degli  storici infermieri precari ha una logica, ovvero evitare di dover applicare la normativa europea (principio forte)che sanziona le aziende per lo sfruttamento dei precari e impone la trasformazione del rapporto di lavoro di detto personale precario, dopo 36 mesi e 21 giorni.
Di concorsi negli ultimi mesi neanche l’ombra, a causa del blocco del turn-over previsto nel piano di riordino ospedaliero e di rientro nel patto di stabilità, ma il timore di sanzioni per mala-gestio impone, i  riciclati e non privi di peccato, direttori generali, di lasciare gli stessi infermieri a versare olio sulle proprie  ustioni per un incendio da loro non appiccato, ma che anzi per anni hanno cercato di delimitare accettando incarichi trimestrali, rinnovati per 36 mesi.
Che la Casta “VERDE”  protegga i piromani  è palese  , ma che i nuovi direttori generali delle Asl in accordo con sindacati (cgil,fials,uil,cisl, fsi) schiaffeggino  anche gli ustionati infermieri divulgando notizie imprecise è la beffa che si aggiunge al danno.
Gli stessi direttori affermano “di aver affrontato la prima emergenza  infermieri  prolungando  tutti i contratti a tempo determinato, compresi quelli destinati alla sostituzione delle ferie”…….la carenza del personale è tale che, si legge nella delibera "risulta inevitabile il ricorso alla proroga dei contratti a tempo determinato, pur in presenza delle disposizioni in materia di riduzione della spesa per assunzioni a termine che, nel caso specifico, non possono essere perseguite pena la compromissione dei livelli essenziali di assistenza, come peraltro rappresentato all'assessorato alla Salute".
Tutto falso, in realtà lentamente si è consumata l’agonia di quasi 1000 infermieri ustionati dal sistema che sfrutta professionisti precari di 36 mesi in 36 mesi da impiegare negli ospedali.
Detti infermieri avrebbero diritto alla trasformazione del contratto precario in uno stabile e indeterminato, anche senza attivare la costosa macchina dei concorsi (principio debole), indispensabili per l’accesso nella Pubblica Amministrazione, che però soccombe dinnanzi al divieto di sfruttamento di lavoro precario imposto dalla direttiva Europea (principio forte).
La scelta dei riciclati e non limpidi direttori generali è stata quella di prorogare i sani infermieri non ancora ghigliottinati dal limite dei 36 mesi, ovvero infermieri con pochi mesi di servizio presso quella stessa Asl, ciò solo per non incorrere in sanzioni personalmente e con il proprio patrimonio.
Così gli infermieri ustionati dopo 36 di precariato, sono costretti a far valigie ed accettare loro malgrado di essere sfruttati per altri 36 mesi da altre Asl, i piromani sono liberi, ed i direttori generali riciclati in altre Asl.
La casta non curante a)degli  infermieri sottoposti ad un eccessivo carico di lavoro e ai quali va assicurata, data l'approssimarsi della stagione estiva, il godimento del congedo ordinario spettante", e b) del disagio dell’utenza anziana ed ammalata, protegge solo se stessa.
A nulla sono valsi sit-in e i video-appelli, suggerendo ciò che la direttiva europea salva precari prevede:
1)      Recita la norma (comma 4 bis dell’art. 5 del D.Lgs 368/2001, introdotto dalla legge 247/2007 e modificato dal comma 2 del D.L. 112/2008) che “ In deroga a quanto disposto dal primo periodo del presente comma, un ulteriore successivo contratto a termine fra gli stessi soggetti può essere stipulato per una sola volta, a condizione che la stipula avvenga presso la direzione provinciale del lavoro competente per territorio e con l’assistenza di un rappresentante di una delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale cui il lavoratore sia iscritto o conferisca mandato. Le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale stabiliscono con avvisi comuni la durata del predetto ulteriore contratto. In caso di mancato rispetto della descritta procedura, nonchè nel caso di superamento del termine stabilito nel medesimo contratto, il nuovo contratto si considera a tempo indeterminato”;
2)      Recita ancora la norma (comma 4-quater dell’art.5 del D.Lgs 368/2001) che “il lavoratore che, nell’esecuzione di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda, abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza…. nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine”.
Dunque perché alimentare il fuoco dei professionisti precari sfruttati nelle Asl? Perché  la casta fa pagare il debito dei piromani agli infermieri precari? Perché non concedere ulteriori proroghe? Perché  di fatto impedire ai precari storici di partecipare, da preferiti, ai prossimi e futuri concorsi? Perché non trasformare il contratto dei precari?
Nel mentre che la casta godi il suo lungo riposo estivo, noi infermieri da soli 36 mesi precari restiamo a casa, senza stipendi, e senza speranza, in attesa di nuove mete nelle quali essere sfruttati, e di sentenze di  qualche tribunale italiano che riconoscano il nostro diritto come sanzionato alternativamente nella causa  C-53/04 dalla Corte di Giustizia Europea, ovvero trasformando il contratto in tempo indeterminato.
Domenico  Cirasole
Movimento “La nuova resistenza 25 aprile 2011”
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sabato 23 luglio 2011

OSPEDALI SENZA INFERMIERI, E LA CASTA IN VACANZA!!


OSPEDALI SENZA INFERMIERI, E LA CASTA IN VACANZA!!
OSPEDALI SENZA INFERMIERI E LA CASTA IN VACANZA!!
In questo caldo mese di luglio, si legge di reparti accorpati, attività ambulatoriale ridotta, ambulanze con soli soccorritori, attese anni luce nei pronto soccorso, turni massacranti nelle rianimazioni, sale operatorie chiuse, attese per visite specialistiche di mesi , anziani e pazienti oncologici abbandonati alla loro solitudine per assenza di assistenza integrata domiciliare.
Tutto a causa della carenza di personale infermieristico; dicono che non vi sono infermieri disposti a lavorare!!
Ma la verità è un’altra, e neanche tanto nascosta.
Ad esempio in Puglia, ed in particolar modo nella provincia di Bari (Asl Bari , Azienda Policlinico-Giovanni XXIII ed Ospedale Oncologico) non è stato rinnovato il contratto a quasi 1000 infermieri, dal  2010 a oggi.
Questo personale precario da 36 mesi, orami a casa, era la struttura ossea del sistema Sanità.
Infatti mancando concorsi da più di 15 anni, le Asl hanno assunto solo personale a tempo determinato, lo stesso che ora è l’unico che è costretto a curare e fasciare le ustioni di un fuoco che ha bruciato milioni di euro nelle Asl.
La politica di non prorogare i contratti degli  storici infermieri precari ha una logica, ovvero evitare di dover applicare la normativa europea (principio forte)che sanziona le aziende per lo sfruttamento dei precari e impone la trasformazione del rapporto di lavoro di detto personale precario, dopo 36 mesi e 21 giorni.
Di concorsi negli ultimi mesi neanche l’ombra, a causa del blocco del turn-over previsto nel piano di riordino ospedaliero e di rientro nel patto di stabilità, ma il timore di sanzioni per mala-gestio impone, i  riciclati e non privi di peccato, direttori generali, di lasciare gli stessi infermieri a versare olio sulle proprie  ustioni per un incendio da loro non appiccato, ma che anzi per anni hanno cercato di delimitare accettando incarichi trimestrali, rinnovati per 36 mesi.
Che la Casta “VERDE”  protegga i piromani  è palese  , ma che i nuovi direttori generali delle Asl in accordo con sindacati (cgil,fials,uil,cisl, fsi) schiaffeggino  anche gli ustionati infermieri divulgando notizie imprecise è la beffa che si aggiunge al danno.
Gli stessi direttori affermano “di aver affrontato la prima emergenza  infermieri  prolungando  tutti i contratti a tempo determinato, compresi quelli destinati alla sostituzione delle ferie”…….la carenza del personale è tale che, si legge nella delibera "risulta inevitabile il ricorso alla proroga dei contratti a tempo determinato, pur in presenza delle disposizioni in materia di riduzione della spesa per assunzioni a termine che, nel caso specifico, non possono essere perseguite pena la compromissione dei livelli essenziali di assistenza, come peraltro rappresentato all'assessorato alla Salute".
Tutto falso, in realtà lentamente si è consumata l’agonia di quasi 1000 infermieri ustionati dal sistema che sfrutta professionisti precari di 36 mesi in 36 mesi da impiegare negli ospedali.
Detti infermieri avrebbero diritto alla trasformazione del contratto precario in uno stabile e indeterminato, anche senza attivare la costosa macchina dei concorsi (principio debole), indispensabili per l’accesso nella Pubblica Amministrazione, che però soccombe dinnanzi al divieto di sfruttamento di lavoro precario imposto dalla direttiva Europea (principio forte).
La scelta dei riciclati e non limpidi direttori generali è stata quella di prorogare i sani infermieri non ancora ghigliottinati dal limite dei 36 mesi, ovvero infermieri con pochi mesi di servizio presso quella stessa Asl, ciò solo per non incorrere in sanzioni personalmente e con il proprio patrimonio.
Così gli infermieri ustionati dopo 36 di precariato, sono costretti a far valigie ed accettare loro malgrado di essere sfruttati per altri 36 mesi da altre Asl, i piromani sono liberi, ed i direttori generali riciclati in altre Asl.
La casta non curante a)degli  infermieri sottoposti ad un eccessivo carico di lavoro e ai quali va assicurata, data l'approssimarsi della stagione estiva, il godimento del congedo ordinario spettante", e b) del disagio dell’utenza anziana ed ammalata, protegge solo se stessa.
A nulla sono valsi sit-in e i video-appelli, suggerendo ciò che la direttiva europea salva precari prevede:
1)      Recita la norma (comma 4 bis dell’art. 5 del D.Lgs 368/2001, introdotto dalla legge 247/2007 e modificato dal comma 2 del D.L. 112/2008) che “ In deroga a quanto disposto dal primo periodo del presente comma, un ulteriore successivo contratto a termine fra gli stessi soggetti può essere stipulato per una sola volta, a condizione che la stipula avvenga presso la direzione provinciale del lavoro competente per territorio e con l’assistenza di un rappresentante di una delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale cui il lavoratore sia iscritto o conferisca mandato. Le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale stabiliscono con avvisi comuni la durata del predetto ulteriore contratto. In caso di mancato rispetto della descritta procedura, nonchè nel caso di superamento del termine stabilito nel medesimo contratto, il nuovo contratto si considera a tempo indeterminato”;
2)      Recita ancora la norma (comma 4-quater dell’art.5 del D.Lgs 368/2001) che “il lavoratore che, nell’esecuzione di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda, abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza…. nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine”.
Dunque perché alimentare il fuoco dei professionisti precari sfruttati nelle Asl? Perché  la casta fa pagare il debito dei piromani agli infermieri precari? Perché non concedere ulteriori proroghe? Perché  di fatto impedire ai precari storici di partecipare, da preferiti, ai prossimi e futuri concorsi? Perché non trasformare il contratto dei precari?
Nel mentre che la casta godi il suo lungo riposo estivo, noi infermieri da soli 36 mesi precari restiamo a casa, senza stipendi, e senza speranza, in attesa di nuove mete nelle quali essere sfruttati, e di sentenze di  qualche tribunale italiano che riconoscano il nostro diritto come sanzionato alternativamente nella causa  C-53/04 dalla Corte di Giustizia Europea, ovvero trasformando il contratto in tempo indeterminato.
Domenico  Cirasole
Movimento “La nuova resistenza 25 aprile 2011”
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mercoledì 29 giugno 2011

LA GIUNTA VENDOLA NON PROROGA I CONTRATTI DEI PRECARI DELLE ASL DELLA PUGLIA, CONTINUANO I RICORSI E SI ACCENDE LA PROTESTA.























Mandati a casa gli infermieri con 36 mesi di servizio nelle Asl pugliesi, sostituiti da altri precari per altri 36 mesi.
Nonostante la protesta degli infermieri incatenatesi nei pressi del palazzo della Regione Puglia, dalla Agenzia nr. 3026 del 28/06/2011 diffusa dal consigliere della Regione Puglia  Giannicola De Leonardis si apprende che il 28.06.11 vi è stata    “La bocciatura da parte della maggioranza di centrosinistra  del Governatore Nichi Vendola dell’emendamento presentato alla Legge di assestamento di Bilancio nell’odierna seduta di Consiglio regionale” .
Spiega De Leonardis che ciò  “rappresenta una pagina nerissima non solo per la stessa maggioranza, sensibile solo ‘una tantum’ alle problematiche del lavoro e dell’occupazione, ma per la sanità pugliese che rischia seriamente di finire in ginocchio, con drammatiche ripercussioni per gli utenti”.
La proposta votata contro dalla maggioranza del governatore Vendola (Sinistra e libertà, Partito Democratico, e Italia dei Valori)  prevedeva ulteriori proroghe ai contratti già posti in essere per 36 mesi per i sanitari precari (molti infermieri) delle ASL PUGLIESI,  fino all’espletamento di  nuove procedure concorsuali nelle quale prevedere una priorità nelle assunzioni a chi è da anni precario, come previsto dal d.lgs. 368/01, dalla DIRETTIVA 1999/70/CE del 28 giugno 1999, dalla ordinanza  della Corte di Giustizia dell’Unione  Europea (VI Sezione), con ordinanza del 1° ottobre 2010 nella causa C-3/10, e dalla sentenza della Corte Costituzionale Sentenza n. 182 anno 2011.
La proroga dei contratti dei professionisti precari avrebbe evitato l’estendersi dei  ricorsi alle autorità giudiziarie, dalle quali si attendono decisioni nel rispetto delle norme e a tutela del professionista precario,  che venga risarcito con l’ammontare di 30.000 euro per anno da lavoratore precario, in alternativa alle ulteriori proroghe.
La volontà espressa dalla giunta Vendola è in linea con la volontà della triade dei sindacati confederali, che hanno  autorizzato, le Asl, a reperire altri infermieri con contratti flessibili (co.co.co. , co.co.pro, uso di società interinali, avvisi pubblici di contratti a tempo determinato) per sostituire coloro che hanno già raggiunto la scadenza dei 36 mesi lavorativi presso la stessa ASL.
Giannicola De Leonardis, consigliere regionale e presidente della settima Commissione Affari Istituzionali, è “deluso per un atteggiamento di totale chiusura e di profonda ingiustizia verso le figure professionali altamente qualificate, infermieri, dirigenti medici e operatori che da anni lavorano per la sanità pugliese ma che non hanno potuto usufruire nel tempo di un contratto a tempo indeterminato. L’emendamento, che non sarebbe stato impugnato dalla Corte Costituzionale e non era assolutamente in contrasto col Piano di rientro sanitario, permetteva infatti ai Direttori generali delle Asl di mantenere in servizio persone che a giugno sono prossime all’espulsione, con prevedibili disastrose conseguenze per l’attività di interi reparti, molti dei quali sono addirittura a rischio chiusura, in particolare nella provincia di Foggia, e Bari  dove sono almeno cento le unità il cui futuro è diventato improvvisamente un’incognita, nonostante i sacrifici e la riconosciuta professionalità. A loro e alle loro famiglie va la mia piena solidarietà, in un momento così delicato e doloroso, che rappresenta una sconfitta non solo per loro ma per tutti noi”, conclude De Leonardis.
Quest’ultimo atto conferma che nella Sanità Pugliese nascosta tra le righe del Piano di rientro e di riordino, vi è un sinonimo di blocco del turn-over, ovvero sfruttamento del lavoratore precario per mezzo dei contratti flessibili.
Infatti in assenza di concorsi a tempo indeterminato il personale sanitario (infermieri, tecnici, medici, ecc) viene sfruttato di 36 mesi in 36 mesi dalle aziende sanitarie, con il consenso dei sindacati e del Governo Regionale.

Volontariamente si stupra il diritto alla stabilità lavorativa, sfuttando di 36 mesi in 36 mesi sempre personale diverso, professionisti diversi, vite diverse, medici ed infermieri diversi, con conseguente cattiva gestione della cosa pubblica.

Organizzando altre eclatanti manifestazioni di libero pensiero, ci auguriamo che la giunta Vendola voglia correre ai ripari prima della pausa estiva.
DOMENICO CIRASOLE
http://precariesenzalavoro.blogspot.com/
cirasole.do@libero.it

martedì 28 giugno 2011

Vendola manda a casa gli infermieri precari delle asl pugliesi, non passa la proroga.

Agenzia nr. 3026 del 28/06/2011
Bari – “La bocciatura da parte della maggioranza di centrosinistra – ad eccezione del collega Dino Marino, presidente della terza Commissione Sanità – dell’emendamento da me presentato alla Legge di assestamento di Bilancio nell’odierna seduta di Consiglio regionale rappresenta una pagina nerissima non solo per la stessa maggioranza, sensibile solo ‘una tantum’ alle problematiche del lavoro e dell’occupazione, ma per la sanità pugliese che rischia seriamente di finire in ginocchio, con drammatiche ripercussioni per gli utenti”.

Giannicola De Leonardis, consigliere regionale e presidente della settima Commissione Affari Istituzionali, è “deluso per un atteggiamento di totale chiusura e di profonda ingiustizia verso almeno cinquecento figure professionali altamente qualificate, dirigenti medici e operatori che da anni lavorano per la sanità pugliese ma che non hanno potuto usufruire nel tempo di un contratto a tempo indeterminato. L’emendamento, che non sarebbe stato impugnato dalla Corte Costituzionale e non era assolutamente in contrasto col Piano di rientro sanitario, permetteva infatti ai Direttori generali delle Asl di mantenere in servizio persone che adesso sono prossime all’espulsione, con prevedibili disastrose conseguenze per l’attività di interi reparti, molti dei quali sono addirittura a rischio chiusura, in particolare nella provincia di Foggia dove sono almeno cento le unità il cui futuro è diventato improvvisamente un’incognita, nonostante i sacrifici e la riconosciuta professionalità. A loro e alle loro famiglie va la mia piena solidarietà, in un momento così delicato e doloroso, che rappresenta una sconfitta non solo per loro ma per tutti noi”, conclude De Leonardis.

fonte http://www.statoquotidiano.it/28/06/2011/de-leonardis-oggi-scritta-pagina-nera-della-sanita/51831/

http://www.consiglio.puglia.it/applicazioni/cadan/cms_AgenziaNotizie/dataview.aspx?id=168198

sabato 25 giugno 2011

27 GIUGNO SIT-IN PRESSO CONSIGLIO REGIONE PUGLIA ORE 9.


INFERMIERI: PROROGATI O RISARCITI
AVVIATI I PRIMI RICORSI. CHIESTO (L. 368/01) RISARCIMENTO DI 30.000 EURO PER ANNO DA PRECARIO.
27 GIUGNO SIT-IN PRESSO CONSIGLIO REGIONE PUGLIA ORE 9.
Chiediamo proroghe anche per chi supera i 36 mesi fino ai concorsi!!
Le sigle sindacali e i Direttori  si accorgono della carenza di personale  in piena estate, con alle porte migliaia di turisti che sperano di trovare un’eccellente Sistema Puglia, e  trovano solo carenze.
E ovvio, che il blocco del turn-over causa delle carenze che come riferisce l’assessore Tommaso Fiore, renderà inevitabile un  ulteriore giro di vite di precari (soprattutto infermieri) che resteranno a casa a partire da fine giugno.
Ovviamente le ulteriori carenze di personale determineranno ulteriori  chiusure  di reparti, servizi, ambulatori, sale operatorie, ecc.
Tutto giustificato dal piano di rientro, nel quale è previsto il blocco di nuove assunzioni.
Sembra che in Puglia ai nostri concittadini e turisti, accanto alla scritta Pronto soccorso, dovremmo scrivere, vietato entrare a causa del disordino nei bilanci.
Ma non tutta la verità è detta!!
I sindacati che con i direttori  denunciano  carenze estive, sono i primi che si accordano e mandano a casa chi ha maturato 36 mesi di servizio (ovvero esperienza) lasciando ovviamente grossi vuoti nell’organico.
Questo è accaduto nella ASL BARI il 16.06.2011 (prot. 10355) dove a seguito di accordo è stato firmato un verbale dai sindacati, nel quale si autorizza da un lato l’interruzione dei contratti al termine dei 36 mesi, e dall’altro di reperire nuovo personale con altre procedure.
I sindacati e i direttori raggirano la Legge 368/01, la DIRETTIVA 1999/70/CE del 28 giugno 1999, il  d.leg. 165/2001, la legge n.247/2007; tutte norme  che vietano lo SFRUTTAMENTO DI CONTRATTI FLESSIBILI, E IMPONGONO ALLE AZIENDE UN LIMITE DI 36 MESI PER PROCEDERE AD ASSUMERE A TEMPO INDETERMINATO ATTRAVERSO ADEGUATI CONCORSI.
AL CONTRARIO LE NOSTRE ASL ACCORDANDOSI CON I SINDACATI ESTERNANO LA VOLONTA DI MANDARE A CASA I PROFESSIONISTI ALLA SCADENZA DEI 36 MESI, E ATTIVANO PROCEDURE PER ASSUMERE ALTRO PERSONALE PRECARIO.
Questa volontà collusa e pregiudizievole  nei confronti  dei lavoratori precari è sanzionata dalla legge, cosi come confermato dalla Corte di Giustizia dell’Unione  Europea (VI Sezione), con ordinanza del 1° ottobre 2010 nella causa C-3/10 che prevede sanzioni , quale il diritto di priorità nelle assunzioni a tempo indeterminato del personale precario oltre al diritto al risarcimento del danno subìto.
Infatti, a seguito dei dettati normativi e giurisprudenziali, quasi 300 infermieri precari della ASL BARI hanno fatto ricorso alle autorità giudiziarie, e si intravedono decisioni nel rispetto delle norme e a tutela del professionista precario, che risarcisca il danno con l’ammontare di 30.000 euro per anno da lavoratore precario.
Ovviamente dette situazioni di sfruttamento riguarda anche altre provincie, nelle quali a macchia d’olio s’espande il ricorso alle autorità giudiziarie.
Speriamo che giustizia sia fatta in breve tempo!!
Speriamo che la Regione Puglia e le ASL vogliano rimediare al torto fatto agli infermieri precari e modificare gli accordi come norma vuole ovvero prorogando ulteriormente i contratti già posti in essere per 36 mesi fino alle nuove procedure concorsuali nelle quale prevedere una priorità nelle assunzioni a chi è da anni precario (L. 368/01).
Al fine d’intravedere una nuova stagione dei diritti dei lavoratori in particolar modo quelli del comparto sanità (Corte Costituzionale Sentenza n. 182 anno 2011) che non può sempre subire la peggio a causa dei tagli al debito pubblico condizionati dagli obblighi , si invita formalmente la direzione della ASL BARI , e l’Assessore Tommaso FIORE a voler conciliare diritti dei lavoratori con gli obblighi economici  prevedendo all’uopo un incontro con tutto il personal e sanitario infermieristico precario.
DOMENICO CIRASOLE

venerdì 24 giugno 2011

Suicida giornalista precario nel brindisino

ANSA) - CEGLIE MESSAPICA (BRINDISI), 22 GIU - Un giornalista pubblicista di 41 anni si e' suicidato ieri sera impiccandosi a un albero nel giardino della sua abitazione, in cui viveva con la madre e un fratello. E' stato quest'ultimo a scoprire il suicidio quando assieme alla madre e' rientrato dopo che avevano partecipato a un matrimonio. L'uomo, collaboratore di un quotidiano, a quanto si e' appreso avrebbe lasciato una lettera in cui spiegherebbe le motivazioni del gesto legate a una delusione sentimentale e alle precarie condizioni lavorative.

L'Assostampa di Puglia ha espresso ''dolore e sconcerto''.

(ANSA).