Cerca nel blog

Visualizzazioni totali

Movimento "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011". Partigiani sempre.

Movimento "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011". Partigiani sempre.
Partigiani sempre

mercoledì 7 settembre 2011

La manovra elimina il blocco del turn over in sanità nelle regioni in "rosso"

Il maxi-emendamento del Governo  prevede la deroga del blocco del turn over per il personale del Ssn nelle Regioni con i piani di rientro, che nella manovra dello scorso luglio era limitata ai dirigenti di struttura complessa.


"23-bis. Per le regioni sottoposte ai piani di rientro per le quali in attuazione dell'articolo 1, comma 174, quinto periodo, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Finanziaria 2005), è stato applicato il blocco automatico del turnover del personale del servizio sanitario regionale, con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale, su richiesta della regione interessata, può essere disposta la deroga al predetto blocco del turn over, previo accertamento, in sede congiunta, da parte del Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza e del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali, di cui rispettivamente agli articoli 9 e 12 dell'intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, sentita l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), della necessità di procedere alla suddetta deroga al fine di assicurare il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza, del conseguimento di risparmi derivanti dalla corrispondente riduzione di prestazioni di lavoro straordinario o in regime di autoconvenzionamento, nonché della
compatibilità con la ristrutturazione della rete ospedaliera e con gli equilibri di bilancio sanitario,
come programmati nel piano di rientro, ovvero nel programma operativo e fermo restando la previsione del raggiungimento dell'equilibrio di bilancio."

lunedì 5 settembre 2011

Sciopero generale del 6 settembre 2011 - BARI PRECARIA TUTTA IN PIAZZA -








Venerdì 6 Settembre, tutti i precari della ASL BARI assieme a tutti gli infermieri (quasi mille) licenziati a causa del blocco del tourn-over imposto dal governo
MANIFESTANO AFFIANCANDO LA CGIL
contro la manovra economico-finanziaria i cui effetti interessano esclusivamente i lavoratori, i precari, ed i pensionati.

La manovra calpesta i diritti sindacali dei lavoratori, i quali sono i soli ad essere schiacciati dal peso del debito pubblico che la casta con i suoi sperperi ha determinato.
La casta con questa assurda manovra economica ha cancellato con un colpo di spugna tutti i diritti conquistati da intere generazioni, rendendo tutti precari a vita, consentendo il licenziamento anche in presenza di contratti a tempo indeterminato.
La volontà del governo è quella della disparità raggiunta  dagli accordi aziendali che  eliminano di fatto leggi create affinché tutti i lavoratori siano uguali .
Il governo abolendo il contratto nazionale, lo statuto dei lavoratori, ed  i diritti dei lavoratori ha sostanzialmente affermato che la crisi finanziaria ed economica dei mercati è stata determinata dai lavoratori.
Il lento e graduale ingresso in Italia  del precariato, camuffato in flessibilità, che ha già fucilato e decapitato  300.000 precari con contratti atipici, culmina oggi con la possibilità data alle imprese e alla pubblica amministrazione di mandare a casa tutti senza alcuna garanzia,  licenziando attraverso semplici  accordi aziendali firmati con un numero ridotto di sindacati.
Così facendo hanno di fatto trasformato tutti i lavoratori italiani in eterni precari.
Il governo ha regalato alle imprese la libertà di licenziare tutti; di derogare a leggi nazionali realizzando «specifiche intese» aziendali anche su diritti quali l’organizzazione, l’orario, la disciplina del rapporto di lavoro, le assunzioni nonchè «le conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro», ovvero il risarcimento economico ed il reintegro al lavoro.
TUTTO CIO’ E SCANDALOSO E L’ITALIA CHE LAVORA NON PUO’ CHE REAGIRE.

Domenico Cirasole
Movimento “LA NUOVA RESISTENZA 25 APRILE 2011”


sabato 6 agosto 2011

La storia di Ugo il precario che lotta contro la Casta










La vita “IMPERFETTA“ dei precari ed il futuro senza lavoro fa paura a molti
ma non a chi ci governa.

Vi racconto ad episodi la vera storia di Ugo il precario che sfida e lotta contro la casta.

Tutti gli episodi sono presenti sul mio blog:

http://il-precario-ugo-con​tro-la-casta.blogspot.com/

Ogni giorno un capitolo nuovo, per essere informato segui Ugo su facebook, via email oppure attraverso gli RSS.

E semplice e gratis.

Questo libro vuole essere un messaggio di fede
per tutte le mamme orfane dei propri figli;
“ragazze e ragazzi che stanno lottando contro questo male”
“ragazzi che vorrebbero correre fuori con i loro amici
e che quando possono uscire fanno fatica anche solo a camminare”.


Questo libro vuole dare coraggio
“a chi ha perso la battaglia”
“a chi ha vinto”
“a tutti quelli che la stanno combattendo”


L’Associazione “Federide” è nata per tutti coloro che condividono questi propositi.
Associazione Federide
CF 91321240375
Via Ronzani,7/18
40033 Casalecchio di Reno BO
Tel 0516131022
Fax: 0516136085
Email : info@federide.org
Sito : http://www.federide.org/in​dex.html


Per donazioni a sostegno della ricerca sulle cure per il linfoma di Hodkin negli adolescenti si può effettuare un bonifico su c/c bancario intestato a:
FEDERIDE IBAN IT 40 O 053870 24110 00001915868 presso Banca Popolare dell’Emilia Romagna – Agenzia 12

venerdì 29 luglio 2011

SANITA’ PUGLIA: IL PREFETTO F.F. SI FA PORTAVOCE DEI PRECARI



In data 28 Luglio 2011, si è tenuto un sit-in di protesta organizzato dalla CGIL MEDICI, a cui ha partecipato anche il movimento  “La nuova resistenza 25 aprile 2011”, nella persona di Domenico Cirasole.
Il sit-in si è concluso nell’incontro con il Prefetto f.f. di Bari al quale le parti hanno cercato di esprimere le grosse carenze di personale medico ed infermieristico che la Regione Puglia vive a causa del blocco del turn-over imposto dal governo per rientrare nel patto di stabilità economico-finanziario.
Dette carenze di personale medico-infermieristico causano un brusco abbassamento di Livelli Essenziali di Assistenza , con grave lesione del diritto alla salute dei cittadini pugliesi.
Il Prefetto al termine dell’incontro ha accolto la richiesta di farsi portavoce della grave situazione che la sanità pugliese vive a causa del blocco.
Il sottoscritto Domenico Cirasole si auspica che in breve tempo i ministri competenti accolgano (cosi come in altre regioni fatto) la proposta di derogare al blocco delle assunzioni.
Certamente la deroga al blocco delle assunzioni non sarà utilizzata al solo fine di mantenere in servizio il personale interessato dalla sentenza della corte costituzionale, ma potrà permettere nei limiti imposti dai LEA, di assumere parte dei 3000 professionisti della sanità pugliese che ormai da mese hanno perso il lavoro, e attendono con ansia gli sviluppi del caso.
E’ impensabile continuare a chiudere reparti, accorpandoli, ridurre le prestazioni ambulatoriali, e sovra-caricare di turni aggiuntivi e reperibilità il poco personale rimasto in servizio, cosi è fuori discussione che non possono essere i 300 medici pugliesi, interessati dalla sentenza, a compromettere i livelli essenziali di assistenza sanitaria, ma bensi i 3000 professionisti (infermieri, tecnici, psicologi, dietisti) precari da 36 mesi.
E altrettanto fuori discussione proteggere e tutelare, concedendo proroghe e spiragli di continuità lavorativa, i medici  interessati dalla sentenza della corte costituzionale.
Detti medici  ritornati ad essere precari, hanno ora come prima gli stessi requisiti di chi (medici ed infermieri) restano a casa da mesi.
Il sottoscritto si auspica che si faccia chiarezza e che non si usino 2 pesi e 2 misure per chi è precario con gli stessi requisiti.
 Domenico  Cirasole
Movimento “La nuova resistenza 25 aprile 2011”

Blog:
Video-appello:
Intervista:
email:
cirasole.do@libero.it  

giovedì 28 luglio 2011

PUGLIA: IL PREFETTO F.F. SI FA PORTAVOCE DEI PRECARI


In data 28 Luglio 2011, si è tenuto un sit-in di protesta organizzato dalla CGIL MEDICI, a cui ha partecipato anche il movimento  “La nuova resistenza 25 aprile 2011”, nella persona di Domenico Cirasole.
Il sit-in si è concluso nell’incontro con il Prefetto f.f. di Bari al quale le parti hanno cercato di esprimere le grosse carenze di personale medico ed infermieristico che la Regione Puglia vive a causa del blocco del turn-over imposto dal governo per rientrare nel patto di stabilità economico-finanziario.
Dette carenze di personale medico-infermieristico causano un brusco abbassamento di Livelli Essenziali di Assistenza , con grave lesione del diritto alla salute dei cittadini pugliesi.
Il Prefetto al termine dell’incontro ha accolto la richiesta di farsi portavoce della grave situazione che la sanità pugliese vive a causa del blocco.
Il sottoscritto Domenico Cirasole si auspica che in breve tempo i ministri competenti accolgano (cosi come in altre regioni fatto) la proposta di derogare al blocco delle assunzioni.
Certamente la deroga al blocco delle assunzioni non sarà utilizzata al solo fine di mantenere in servizio il personale interessato dalla sentenza della corte costituzionale, ma potrà permettere nei limiti imposti dai LEA, di assumere parte dei 3000 professionisti della sanità pugliese che ormai da mese hanno perso il lavoro, e attendono con ansia gli sviluppi del caso.
E’ impensabile continuare a chiudere reparti, accorpandoli, ridurre le prestazioni ambulatoriali, e sovra-caricare di turni aggiuntivi e reperibilità il poco personale rimasto in servizio.
 Domenico  Cirasole
Movimento “La nuova resistenza 25 aprile 2011”
Blog:
Video-appello:
email:

martedì 26 luglio 2011

SIT-IN DEGLI INFERMIERI DELLA ASL BARI A CUI NON E' STATO PROROGATO IL CONTRATTO OLTRE I 36 MESI.

LA ASL CONFERMA IL RISCHIO DI PARALISI DELLA ASSISTENZA SANITARIA

 28 luglio 2011 ore 9,00
Piazza Prefettura BARI

Convocata dalla CGIL un’assemblea pubblica dei lavoratori della SANITÀ BARESE per denunciare il reale rischio d'interruzione dei pubblici servizi a causa della perdita di centinaia di posti di lavoro di Professionisti Sanitari (medici, infermieri, tecnici e amministrativi). Rischio peraltro confermato negli atti deliberativi della ASL barese. Il piano di rientro imposto alla Regione Puglia dal Governo Nazionale, non può privare i cittadini e soprattutto le fasce più deboli ed i pensionati del diritto alla salute che è ancora costituzionalmente garantito.
TUTTI I LAVORATORI  RIMASTI A CASA GHIGLIOTTINATI DEL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO ALLO SCADERE DEI 36 MESI SONO INVITATI A PARTECIPARE CON STRISCIONI E CARTELLONI.

In questo caldo mese di luglio, si legge di reparti accorpati, attività ambulatoriale ridotta, ambulanze con soli soccorritori, attese anni luce nei pronto soccorso, turni massacranti nelle rianimazioni, sale operatorie chiuse, attese per visite specialistiche di mesi , anziani e pazienti oncologici abbandonati alla loro solitudine per assenza di assistenza integrata domiciliare.
Tutto a causa della carenza di personale infermieristico; dicono che non vi sono infermieri disposti a lavorare!!
Ma la verità è un’altra, e neanche tanto nascosta.
Ad esempio in Puglia, ed in particolar modo nella provincia di Bari (Asl Bari , Azienda Policlinico-Giovanni XXIII ed Ospedale Oncologico) non è stato rinnovato il contratto a quasi 1000 infermieri, dal  2010 a oggi.
Questo personale da 36 mesi  precario, mandato a casa in questi caldi giorni, era la struttura ossea del sistema Sanità.
Infatti mancando concorsi da più di 15 anni, le Asl hanno assunto solo personale a tempo determinato, lo stesso che ora è l’unico che è costretto a curare e fasciare le ustioni di un fuoco che ha bruciato milioni di euro nelle Asl.
La politica di non prorogare i contratti degli  storici infermieri precari ha una logica, ovvero evitare di dover applicare la normativa europea (principio forte)che sanziona le aziende per lo sfruttamento dei precari e impone la trasformazione del rapporto di lavoro di detto personale precario, dopo 36 mesi e 21 giorni.
Di concorsi negli ultimi mesi neanche l’ombra, a causa del blocco del turn-over previsto nel piano di riordino ospedaliero e di rientro nel patto di stabilità, ma il timore di sanzioni per mala-gestio impone, i  riciclati e non privi di peccato, direttori generali, di lasciare gli stessi infermieri a versare olio sulle proprie  ustioni per un incendio da loro non appiccato, ma che anzi per anni hanno cercato di delimitare accettando incarichi trimestrali, rinnovati per 36 mesi.
Che la Casta “VERDE”  protegga i piromani  è palese  , ma che i nuovi direttori generali delle Asl in accordo con sindacati (cgil,fials,uil,cisl, fsi) schiaffeggino  anche gli ustionati infermieri divulgando notizie imprecise è la beffa che si aggiunge al danno.
Gli stessi direttori affermano “di aver affrontato la prima emergenza  infermieri  prolungando  tutti i contratti a tempo determinato, compresi quelli destinati alla sostituzione delle ferie”…….la carenza del personale è tale che, si legge nella delibera "risulta inevitabile il ricorso alla proroga dei contratti a tempo determinato, pur in presenza delle disposizioni in materia di riduzione della spesa per assunzioni a termine che, nel caso specifico, non possono essere perseguite pena la compromissione dei livelli essenziali di assistenza, come peraltro rappresentato all'assessorato alla Salute".
Tutto falso, in realtà lentamente si è consumata l’agonia di quasi 1000 infermieri ustionati dal sistema che sfrutta professionisti precari di 36 mesi in 36 mesi da impiegare negli ospedali.
Detti infermieri avrebbero diritto alla trasformazione del contratto precario in uno stabile e indeterminato, anche senza attivare la costosa macchina dei concorsi (principio debole), indispensabili per l’accesso nella Pubblica Amministrazione, che però soccombe dinnanzi al divieto di sfruttamento di lavoro precario imposto dalla direttiva Europea (principio forte).
La scelta dei riciclati e non limpidi direttori generali è stata quella di prorogare i sani infermieri non ancora ghigliottinati dal limite dei 36 mesi, ovvero infermieri con pochi mesi di servizio presso quella stessa Asl, ciò solo per non incorrere in sanzioni personalmente e con il proprio patrimonio.
Così gli infermieri ustionati dopo 36 di precariato, sono costretti a far valigie ed accettare loro malgrado di essere sfruttati per altri 36 mesi da altre Asl, i piromani sono liberi, ed i direttori generali riciclati in altre Asl.
La casta non curante a)degli  infermieri sottoposti ad un eccessivo carico di lavoro e ai quali va assicurata, data l'approssimarsi della stagione estiva, il godimento del congedo ordinario spettante", e b) del disagio dell’utenza anziana ed ammalata, protegge solo se stessa.
A nulla sono valsi sit-in e i video-appelli, suggerendo ciò che la direttiva europea salva precari prevede:
1)      Recita la norma (comma 4 bis dell’art. 5 del D.Lgs 368/2001, introdotto dalla legge 247/2007 e modificato dal comma 2 del D.L. 112/2008) che “ In deroga a quanto disposto dal primo periodo del presente comma, un ulteriore successivo contratto a termine fra gli stessi soggetti può essere stipulato per una sola volta, a condizione che la stipula avvenga presso la direzione provinciale del lavoro competente per territorio e con l’assistenza di un rappresentante di una delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale cui il lavoratore sia iscritto o conferisca mandato. Le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale stabiliscono con avvisi comuni la durata del predetto ulteriore contratto. In caso di mancato rispetto della descritta procedura, nonchè nel caso di superamento del termine stabilito nel medesimo contratto, il nuovo contratto si considera a tempo indeterminato”;
2)      Recita ancora la norma (comma 4-quater dell’art.5 del D.Lgs 368/2001) che “il lavoratore che, nell’esecuzione di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda, abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza…. nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine”.
Dunque perché alimentare il fuoco dei professionisti precari sfruttati nelle Asl? Perché  la casta fa pagare il debito dei piromani agli infermieri precari? Perché non concedere ulteriori proroghe? Perché  di fatto impedire ai precari storici di partecipare, da preferiti, ai prossimi e futuri concorsi? Perché non trasformare il contratto dei precari?
Nel mentre che la casta godi il suo lungo riposo estivo, noi infermieri da soli 36 mesi precari restiamo a casa, senza stipendi, e senza speranza, in attesa di nuove mete nelle quali essere sfruttati, e di sentenze di  qualche tribunale italiano che riconoscano il nostro diritto come sanzionato alternativamente nella causa  C-53/04 dalla Corte di Giustizia Europea, ovvero trasformando il contratto in tempo indeterminato.
Domenico  Cirasole
Movimento “La nuova resistenza 25 aprile 2011”
Blog:
Video-appello:
email:

sabato 23 luglio 2011

OSPEDALI SENZA INFERMIERI, E LA CASTA IN VACANZA!!


OSPEDALI SENZA INFERMIERI, E LA CASTA IN VACANZA!!
OSPEDALI SENZA INFERMIERI E LA CASTA IN VACANZA!!
In questo caldo mese di luglio, si legge di reparti accorpati, attività ambulatoriale ridotta, ambulanze con soli soccorritori, attese anni luce nei pronto soccorso, turni massacranti nelle rianimazioni, sale operatorie chiuse, attese per visite specialistiche di mesi , anziani e pazienti oncologici abbandonati alla loro solitudine per assenza di assistenza integrata domiciliare.
Tutto a causa della carenza di personale infermieristico; dicono che non vi sono infermieri disposti a lavorare!!
Ma la verità è un’altra, e neanche tanto nascosta.
Ad esempio in Puglia, ed in particolar modo nella provincia di Bari (Asl Bari , Azienda Policlinico-Giovanni XXIII ed Ospedale Oncologico) non è stato rinnovato il contratto a quasi 1000 infermieri, dal  2010 a oggi.
Questo personale precario da 36 mesi, orami a casa, era la struttura ossea del sistema Sanità.
Infatti mancando concorsi da più di 15 anni, le Asl hanno assunto solo personale a tempo determinato, lo stesso che ora è l’unico che è costretto a curare e fasciare le ustioni di un fuoco che ha bruciato milioni di euro nelle Asl.
La politica di non prorogare i contratti degli  storici infermieri precari ha una logica, ovvero evitare di dover applicare la normativa europea (principio forte)che sanziona le aziende per lo sfruttamento dei precari e impone la trasformazione del rapporto di lavoro di detto personale precario, dopo 36 mesi e 21 giorni.
Di concorsi negli ultimi mesi neanche l’ombra, a causa del blocco del turn-over previsto nel piano di riordino ospedaliero e di rientro nel patto di stabilità, ma il timore di sanzioni per mala-gestio impone, i  riciclati e non privi di peccato, direttori generali, di lasciare gli stessi infermieri a versare olio sulle proprie  ustioni per un incendio da loro non appiccato, ma che anzi per anni hanno cercato di delimitare accettando incarichi trimestrali, rinnovati per 36 mesi.
Che la Casta “VERDE”  protegga i piromani  è palese  , ma che i nuovi direttori generali delle Asl in accordo con sindacati (cgil,fials,uil,cisl, fsi) schiaffeggino  anche gli ustionati infermieri divulgando notizie imprecise è la beffa che si aggiunge al danno.
Gli stessi direttori affermano “di aver affrontato la prima emergenza  infermieri  prolungando  tutti i contratti a tempo determinato, compresi quelli destinati alla sostituzione delle ferie”…….la carenza del personale è tale che, si legge nella delibera "risulta inevitabile il ricorso alla proroga dei contratti a tempo determinato, pur in presenza delle disposizioni in materia di riduzione della spesa per assunzioni a termine che, nel caso specifico, non possono essere perseguite pena la compromissione dei livelli essenziali di assistenza, come peraltro rappresentato all'assessorato alla Salute".
Tutto falso, in realtà lentamente si è consumata l’agonia di quasi 1000 infermieri ustionati dal sistema che sfrutta professionisti precari di 36 mesi in 36 mesi da impiegare negli ospedali.
Detti infermieri avrebbero diritto alla trasformazione del contratto precario in uno stabile e indeterminato, anche senza attivare la costosa macchina dei concorsi (principio debole), indispensabili per l’accesso nella Pubblica Amministrazione, che però soccombe dinnanzi al divieto di sfruttamento di lavoro precario imposto dalla direttiva Europea (principio forte).
La scelta dei riciclati e non limpidi direttori generali è stata quella di prorogare i sani infermieri non ancora ghigliottinati dal limite dei 36 mesi, ovvero infermieri con pochi mesi di servizio presso quella stessa Asl, ciò solo per non incorrere in sanzioni personalmente e con il proprio patrimonio.
Così gli infermieri ustionati dopo 36 di precariato, sono costretti a far valigie ed accettare loro malgrado di essere sfruttati per altri 36 mesi da altre Asl, i piromani sono liberi, ed i direttori generali riciclati in altre Asl.
La casta non curante a)degli  infermieri sottoposti ad un eccessivo carico di lavoro e ai quali va assicurata, data l'approssimarsi della stagione estiva, il godimento del congedo ordinario spettante", e b) del disagio dell’utenza anziana ed ammalata, protegge solo se stessa.
A nulla sono valsi sit-in e i video-appelli, suggerendo ciò che la direttiva europea salva precari prevede:
1)      Recita la norma (comma 4 bis dell’art. 5 del D.Lgs 368/2001, introdotto dalla legge 247/2007 e modificato dal comma 2 del D.L. 112/2008) che “ In deroga a quanto disposto dal primo periodo del presente comma, un ulteriore successivo contratto a termine fra gli stessi soggetti può essere stipulato per una sola volta, a condizione che la stipula avvenga presso la direzione provinciale del lavoro competente per territorio e con l’assistenza di un rappresentante di una delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale cui il lavoratore sia iscritto o conferisca mandato. Le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale stabiliscono con avvisi comuni la durata del predetto ulteriore contratto. In caso di mancato rispetto della descritta procedura, nonchè nel caso di superamento del termine stabilito nel medesimo contratto, il nuovo contratto si considera a tempo indeterminato”;
2)      Recita ancora la norma (comma 4-quater dell’art.5 del D.Lgs 368/2001) che “il lavoratore che, nell’esecuzione di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda, abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza…. nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine”.
Dunque perché alimentare il fuoco dei professionisti precari sfruttati nelle Asl? Perché  la casta fa pagare il debito dei piromani agli infermieri precari? Perché non concedere ulteriori proroghe? Perché  di fatto impedire ai precari storici di partecipare, da preferiti, ai prossimi e futuri concorsi? Perché non trasformare il contratto dei precari?
Nel mentre che la casta godi il suo lungo riposo estivo, noi infermieri da soli 36 mesi precari restiamo a casa, senza stipendi, e senza speranza, in attesa di nuove mete nelle quali essere sfruttati, e di sentenze di  qualche tribunale italiano che riconoscano il nostro diritto come sanzionato alternativamente nella causa  C-53/04 dalla Corte di Giustizia Europea, ovvero trasformando il contratto in tempo indeterminato.
Domenico  Cirasole
Movimento “La nuova resistenza 25 aprile 2011”
Blog:
Video-appello:
email: