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mercoledì 19 settembre 2012

Attolini: Puglia, mancano 2.500 unità e il Governo monti tace.


Fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2012/19-settembre-2012/i-pronto-soccorso-rischio-chiusuraattolini-reparti-non-c-personale-2111886558176.shtml

«I pronto soccorso a rischio chiusura»
Attolini: Puglia, mancano 2.500 unità
Grido d'allarme in Consiglio dell'assessore alla Sanità
Palese: «Vendola spieghi ai cittadini ciò che ha fatto»


Sala d'aspetto
BARI - «Saremo costretti tra poco a chiudere i pronto soccorso se non si sblocca la situazione di grave carenza del personale sanitario in Puglia». L'allarme è di Ettore Attolini, assessore regionale alle Politiche della salute, che in Consiglio regionale ha evidenziato la criticità nella relazione sullo stato dei livelli essenziali di assistenza e sull'organizzazione funzionale del sistema sanitario pugliese. «Nel garantire i livelli essenziali di assistenza sanitaria (Lea) - ha detto Attolini - partiamo da una carenza minima di 2.500 persone. Sia chiaro a tutti: rispetto a questo dato che mette a rischio erogazione Lea e sopravvivenza del nostro sistema sanitario chiedo ufficialmente una levata di scudi, una razione bipartisan di tutti per tutelare la salute dei cittadini».
I RISCHI - Per l'assessore «esiste un problema di egemonia delle ragioni economico finanziarie rispetto alle esigenze e valori (universalismo ed equità di cure): non è più possibile accettare questo tipo di approccio ai piani di rientro». «In Puglia questa situazione si evidenzia sulla questione del personale. È la vera questione strategica da cui dipende l'esito positivo del piano di rientro. Ed anche la buona parte dei casi di malasanità sono riconducibili alla cronica e gravissima carenza di personale. In Puglia stiamo compiendo sforzo, con il piano di rientro e non solo, in una situazione di carenza e crisi. Il piano, in vigore da un anno e mezzo, ha accelerato processi che erano già previsti in tempi molto contenuti».



Rocco Palese
L'OPPOSIZIONE - «La drammatica situazione attuale - ha commentato Rocco Palese, capogruppo Pdl - è frutto di scelte e leggi che la Puglia ha adottato negli ultimi 8 anni, in cui si sono avvicendati ben tre assessori alla Sanità, di cui gli ultimi due "tecnici" che, quindi, nelle loro relazioni al Consiglio hanno parlato da tecnici e solo per il periodo di propria competenza. Se vogliamo che dal nostro lavoro in Aula nasca una speranza di dare finalmente al sistema sanitario un nuovo modello organizzativo-funzionale va tracciato un bilancio costi e benefici delle scelte politiche e di Governo attuate negli ultimi 8 anni e può farlo solo il presidente della giunta regionale Nichi Vendola».
L'ANALISI - «Sostanzialmente oggi il nostro sistema sanitario - ha concluso Palese - si riduce alla disapplicazione di leggi regionali approvate dal 2006 al 2010 e all'applicazione di un piano di rientro fatto solo di tagli ai servizi e non agli sprechi e che, per stessa ammissione autocritica dell'assessore Attolini, ha portato alla chiusura di 22 ospedali ma ad oggi ancora a nessuna riconversione, quindi ha portato di fatto solo alla deprivazione di servizi ai cittadini, a liste d'attesa chilometriche, a piante organiche approvate con anni di ritardo e che oggi rivelano carenze di almeno 2.500 addetti ma non sono ancora sufficientemente chiare. Nè si possono continuare ad invocare in eterno presunte responsabilità di Governi nazionali: con le leggi e i Governi nazionali si confrontano tutte le Regioni, non solo la Puglia».

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