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Movimento "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011". Partigiani sempre.

Movimento "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011". Partigiani sempre.
Partigiani sempre

lunedì 6 giugno 2011

Il Comune di Trapani stabilizza i precari. A Marsala non si muove nulla

Il Comune di Trapani ha avviato il percorso per la stabilizzazione dei lavoratori precari con la trasformazione del rapporto da tempo determinato a tempo indeterminato.
Il Comune si avvale di 118 contrattisti, firmatari di contratti quinquennali (105 con orario di lavoro a tempo pieno e 13 a tempo parziale). Nove contratti scadranno nel 2014 ed altri 109 nel 2015.
L'Amministrazione di Trapani con i suoi uffici ha dovuto riequilibrare la pianta organica tenendo conto anche dell'effettivo utilizzo dei lavoratori nell'ambito dell'attività dell'Ente. Nel dettaglio, la modifica della pianta organica ha comportato un aumento di 27 posti di collaboratore professionale (cat B3), una diminuzione di 22 posti di esecutore amministrativo (cat. B), una diminuzione di 5 posti privi di area e profilo di Cat. B. Per l'area tecnica la dotazione organica sarà variata con l'aumento di 3 posti di collaboratore tecnico e la diminuzione di 3 posti di conduttore mezzi complessi.
il processo di stabilizzazione si avvierà subito per un primo gruppo di 17 dipendenti precari, appartenenti alla categoria A, cioè 7 ausiliari di asilo nido e 10 operatori generici. Per i sindacata «Si tratta di un primo provvedimento che aprirà la strada, probabilmente entro la fine dell'anno, alla stabilizzazione di quasi tutti i precari. Ciò grazie alla legge regionale, ma anche alla situazione economico-finanziaria del comune che è ampiamente sotto il patto di stabilità». Soddisfazione è stata manifestata dalla segretaria generale della Cgil di Trapani, Mimma Argurio che ha espresso un giudizio positivo sulle proposte che «permetteranno di dare serenità alle lavoratrici e ai lavoratori e una migliore organizzazione degli uffici, in atto estremamente carenti». La Cgil ha, infine, annunciato che «vigilerà affinché i processi di stabilizzazione siano compiuti in tempi brevi e, soprattutto, senza discriminazioni e nel pieno rispetto della legge».
E a Marsala? Il Sindaco Renzo Carini ha ribadito di stare facendo “tutto il possibile” per la stabilizzazione dei precari che lavorano al Comune, ma in realtà nulla si muove. Le uniche novità sono le lettere che periodicamente il Sindaco manda alla Regione, o il Presidente del Consiglio Comunale, Oreste Alagna, manda al Sindaco. Eppure il primo cittadino è cosciente della gravità del problema, tanto da aver scritto nell’Ottobre scorso al Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo: “il problema del precariato tocca quasi 23 mila famiglie siciliane. Già, perché, gli ex giovani lavoratori, nel frattempo – di proroga in proroga – sono diventati padri e madri che hanno messo su casa, spesso unendo due stipendi precari. Inoltre, in questi anni, sia per il blocco delle assunzioni sia per effetto dei pensionamenti che si sono susseguiti, i precari sono diventati indispensabili per garantire la piena funzionalità delle amministrazioni locali. Storie che tutti conosciamo e che ci spingono a operare fino in fondo per la stabilizzazione”.
Ma è tutto un rimpallo di responsabilità. A chiedere che si valuti l'opportunità di «stabilizzare» i precari di Marsala, attraverso la trasformazione dei contratti di diritto privato a tempo determinato «in contratti di diritto pubblico a tempo indeterminato» è stato di recente il presidente del Consiglio comunale, Oreste Alagna, in una nota inviata al sindaco Renzo Carini, al dirigente del settore Risorse umane Angela Ammoscato e a quello delle Risorse finanziarie Nicola Fiocca evidenzia che «la legge regionale n. 24 del 29 dicembre 2010 e la circolare n. 1 del 6 maggio 2011 mettono gli enti locali nelle condizioni di poter dare avvio ad un piano di stabilizzazione dei precari».
La legge citata da Alagna (la leggere regionale 24/2010) è la finanziaria approvata lo scorso dicembre che prevede «misure di stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato», stabilendo che «i Comuni possono procedere alla stabilizzazione dei lavoratori precari». Ma cosa ha fatto l’Amministrazione di Marsala?
Anche il Consiglio Comunale ha chiesto da tempo a Carini di attivarsi. Con un atto di indirizzo il 9 novembre scorso impegnava il sindaco ad attivare le procedure di stabilizzazione degli ex lsu e sedici consiglieri (la maggioranza) lo hanno invitato a «dare immediata esecuzione alla delibera, nonché a convocare, con carattere d'urgenza, un tavolo tecnico per procedere alla stabilizzazione». Si sottolineava in quel documento che «il precariato è la vera emergenza sociale del nostro Paese e rappresenta la più grande ingiustizia sociale». E che «in molti Comuni siciliani (Acicastello, Siracusa, Monterosso Almo, Pachino e Vittoria solo per citarne alcuni) erano state già avviate efficaci procedure di stabilizzazione che hanno determinato la stipula di contratti a tempo indeterminato per centinaia di lavoratori precari».

fonte: http://a.marsala.it/economia/lavoro/31261-il-comune-di-trapani-stabilizza-i-precari-a-marsala-non-si-muove-nulla.html

LE PENSIONI D’ORO CI PROSCIUGANO LE TASCHE

Un deputato ha diritto al vitalizio, che matura dopo almeno 30 mesi, cioe' 2 anni 6 mesi e 1 giorno, trascorsi sugli scranni di Montecitorio. In precedenza per godere dell'assegno a vita gli bastava, invece, un solo giorno di permanenza in carica.(...)Dal 1997 l'eta' pensionabile e' stata elevata a 65 anni (o a 60 anni per chi sia stato piu' di 5 anni in carica). La misura del trattamento varia da un minimo del 25 per cento dell'indennita' parlamentare ad un massimo dell'80 per cento per chi ha svolto le funzioni di deputato per almeno 30 anni. Attualmente godono il vitalizio della Camera circa 3 mila tra onorevoli e loro eredi. Nel 2005 lo Stato ha pagato per i vitalizi 122 milioni di euro e 1 milione 100 mila euro per il rimborso delle loro spese di viaggio. L'altro ieri l'importo mensile del vitalizio e' stato tagliato del 10 per cento su decisione unanime dell'Ufficio di Presidenza di Montecitorio. I contributi figurativi Ma se prima di essere eletto il deputato aveva gia' aperta a suo nome una posizione previdenziale scatta in suo favore un secondo trattamento pensionistico. (...) Grazie a queste norme, ad esempio, un magistrato rieletto per molti anni deputato, come l'ex Capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro, otterra' una pensione dall'Inpdap come Primo Presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione senza aver mai messo piede nel 'Palazzaccio' di piazza Cavour e godere anche del vitalizio della Camera. Persino chi ha frequentato poco o niente Montecitorio, come il professor Toni Negri, ha avuto diritto a questo duplice vantaggio. Fonte: La Stampa
Pensate che assurdità: un ex Presidente della Repubblica che prende una doppia pensione, oltre ai vari "benefits" di cui dispongono tutti gli ex Presidenti (auto blu, segretaria pagata, ecc.). Chissà se mai Scalfaro (uno per tutti, per carità, nulla di personale.) avrà il coraggio di denunciare lo scandalo della propria doppia pensione? E magari di rinunciarvi. Perchè c'è poco da fare: almeno ai miei occhi, la credibilità viene meno. Come si fa a credere ai nostri "maestri" di politica (cosa che dovrebbero essere i Presidenti della Repubblica), quando poi li scopriamo accattare tutto il possibile dalle casse dello Stato? Sarà superficialità o demagogia, chiamatela come volete. Ma a me pare che i grandi discorsi mal si concilino con le doppie pensioni.

FONTE: http://liberopensiero.blogosfere.it/2006/01/politici-le-pen.html

Studenti e precari al posto degli homeless

Anche una laureata fra chi si è offerto per le sostituzioni estive dei venditori del mensile


Estate: è tempo di lavori stagionali e di sostituzioni ferie. Occasioni per i ragazzi che vogliono guadagnare qualche soldo, per mettere qualcosa da parte o sbarcare il lunario. Ma quella offerta da Piazza Grande, il giornale degli homeless, è una sostituzione ferie molto particolare: rimpiazzare i senza fissa dimora che di solito si occupano della vendita del giornale. In particolare i romeni che, in questa stagione, si apprestano ad andare in vacanza.
L’annuncio è rivolto a studenti, precari e disoccupati. E, a pochi giorni dal lancio, sono state decine le chiamate al giornale per avere informazioni. Mentre già in due, uno studente e una neolaureata, hanno già cominciato con la distribuzione. La crisi morde e non è più tempo di scartare a priori offerte che, in altri tempi, non sarebbero neanche state prese in considerazione. «Così offriamo a chi è estraneo a questo mondo la possibilità di avere una piccola fonte di sostentamento, appoggiando nello stesso tempo una buona causa», spiega Leonardo Tancredi, direttore del mensile. Piccola, ma non inconsistente: «Lavorando con una certe continuità si possono guadagnare sui 500 euro al mese — continua - Un buon venditore può incassare mediamente 50 euro al giorno». Il meccanismo è lo stesso applicato con i diffusori senza fissa dimora. Le prime copie di Piazza Grande sono fornite gratis, insieme al classico gilet fosforescente e alla pettorina. Poi il venditore si occupa della diffusione a offerta libera.
Con il primo capitale accumulato può acquistare altre copie a 75 centesimi l’una (prezzo di costo). L’estate è una stagione critica per la diffusione del mensile. La forza lavoro viene a mancare: «Dopo Pasqua, alcuni rom che vengono da zone rurali tornano in Romania, dove hanno un piccolo appezzamento di terra, utilizzato per coltivazioni o allevamento. In particolare da maggio alla fine dell’estate — racconta Tancredi — Molti a Bologna sono stanziali, cioè riescono anche a pagare l’affitto di una stanza grazie a Piazza Grande». La forza lavoro che viene a mancare non è poca. Perché su 40 venditori totali, più di 25 sono romeni. E solo 5, di solito, rimangono anche in estate. Così l’idea: con la crisi che rende difficile l’accesso al mercato del lavoro, soprattutto per i più giovani, perché non appellarsi a studenti, precari e disoccupati? «Non è che si sistemino così, però è un lavoretto che aiuta», commenta il direttore di Piazza Grande, che non nasconde le difficoltà di questa chiamata alla vendita: «Perché indossare la pettorina e andare con il giornale in strada significa anche esporsi al pregiudizio. C’è uno stigma nei riguardi di chi vende Piazza Grande. Può essere considerata un’ammissione di povertà».
Però Tancredi punta anche sulla motivazione di chi fa questa scelta per confrontarsi con una realtà disagiata e per impegnarsi in un lavoro utile socialmente: «È un lavoro che permette di impegnarsi per una buona causa, di conoscere il mondo dei senza fissa dimora. C’è un valore sociale, oltre a quello economico». E infatti così Cinzia, una delle due ragazze che ha cominciato a vendere Piazza Grande, laureata alla magistrale in Semiotica nel novembre scorso, ha deciso di affiancare l’avventura con Piazza Grande al lavoro per un call-center e agli stage: «Lo faccio più per volontariato che per guadagnarci qualcosa». Non si sente un’abile «commerciale» e infatti per adesso si limita a distribuire il mensile nello studentato in cui vive. Intanto ha già venduto la sua prima copia: «Darò il ricavato all’associazione».
Renato Benedetto
03 giugno 2011

I precari sono quattro milioni

La Cgia indaga sul preariato italiano

FTAOnline
Il precariato un fenomeno da arginare e a cui porre limiti precisi? Sicuramente un settore del mondo del lavoro cui guardare con particolare attenzione, cercando la ricetta giusta perché non diventi un baratro da cui non si riesce a uscire. Ebbene, secondo la Cgia di Mestre, in tempi di crisi economica, il lavoro precario nel nostro Paese e' aumentato, soprattutto nelle regioni centro-meridionali.

Il Sud e' in equilibrio precario

Lo studio condotto sul settore dalla Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese) evidenzia come, dall'inizio della crisi economica, in Italia i lavoratori precari siano aumentati del 4%, concentrandosi in alcuni comparti particolari, quali quello della ristorazione, degli alberghi, dei servizi pubblici e sociali.

Nonostante da tempo se ne conoscano gli aspetti oscuri, il lavoro precaria - in Italia - e' dunque in crescita. Ironicamente, anzi, si potrebbe sostenere che il precariato si stia stabilizzando. In base alle stime della Cgia di Mestre, infatti, i lavoratori precari oggi sono quasi 4 milioni, il 56% dei quali residenti nelle regioni del Centro-Sud.

Analizzando i dati ancora con maggior dettaglio, si scopre che tra i lavoratori precari il 38% ha la sola licenza media e che tra quanti hanno meno di 35 anni il livello medio di retribuzione ammonta a 1.068 euro, ossia il 25,3% meno del salario medio di un lavoratore assunto a tempo indeterminato.

Alberghi e ristorazione: settori ad alto tasso di precarietà

I dati della Cgia forniscono anche una fotografia di quale sia la diffusione del precariato nei diversi comparti produttivi. Il maggior tasso di precarietà lo si e' riscontrato nel settore alberghiero e in quello della ristorazione, dove i precari sono il 33,4%. A stretto giro di posta seguono i servizi pubblici, sociali alle persone (33,4%), e l'agricoltura (28,4%).

Sconfortanti i dati relativi alla retribuzione di chi non ha un lavoro stabile, che - oltre a scontare una maggiore instabilità della propria posizione lavorativa - deve anche accontentarsi di stipendi più bassi dei lavoratori con contratto stabile. A quanto emerge dalla ricerca, infatti, i precari con un'età compresa tra i 15 e i 34 anni percepiscono una retribuzione media di 1.068 euro, 282 euro in meno (-25,3% in termini relativi) rispetto a chi e' assunto con contratto a tempo indeterminato.

Tra gli over 35 invece la retribuzione mensile media e' pari a 1.325 euro, il 38% in meno di chi ha un contratto fisso (518 euro in termini assoluti).

PENSIONI: PER RIUNIFICAZIONI CONTRIBUTI PAGATI 300 MILA EURO

La ricongiunzione alleggerisce il portafoglio del lavoratore, che può arrivare a sborsare anche 300mila euro. Prima della manovra d'estate (legge 122/2010), quella verso l'Inps era gratuita, mentre quelle "fuori dall'Inps" erano a pagamento, salvo casi particolari, quali, per esempio, gli statali (legge 322/58), i fondi elettrici e telefonici, il fondo Volo e altri: in questi casi, infatti, pur essendo fuori dall'ente le ricongiunzioni erano gratuite.

Con le nuove regole - introdotte l'anno scorso per impedire che le dipendenti pubbliche potessero spostare gratis i loro contributi dall'Inpdap all'Inps ed evitare in questo modo l'innalzamento dell'età pensionabile - dal 1° luglio 2010 tutte le ricongiunzioni, a prescindere dalla gestione di provenienza e di destinazione, sono diventate a titolo oneroso (si veda anche Il Sole 24 Ore del 30 dicembre 2010).
Per rendere l'idea della spesa che si cela dietro l'operazione, basta una simulazione: un dirigente telefonico di 59 anni ha 19 anni di contributi nell'Inps (Ago, assicurazione generale obbligatoria). Ha anche 18 anni di contributi nel Fondo telefonici, soppresso e confluito nell'istituto di previdenza, e tre anni nell'ex Fondo ferrovie, anch'esso passato all'ente. Gli potrebbe convenire la ricongiunzione di tutti i contributi nell'Inps. L'operazione, tuttavia, non sarebbe proprio a costo zero. Facciamo qualche calcolo: il dirigente ha una retribuzione annua di 260mila euro. Se decide di ricongiungere i contributi maturati all'Inps, deve pagare circa 285mila euro. Con questa mossa, consegue un'unica pensione, dell'importo di 170mila euro l'anno. Se invece non optasse per la ricongiunzione ma per la totalizzazione dei contributi, avrebbe tre quote di pensione distinte: una di 35mila dall'Inps, una di circa 10mila euro dal Fondo Ferrovie e circa 80mila dal Fondo telefonici. Il lavoratore, infine, avrebbe una terza possibilità: ricongiungere tutto non nell'Inps ma nel Fondo telefonici. In questa ipotesi, a causa del particolare meccanismo di calcolo (detto della "retribuzione teorica") che si applica per questo Fondo, conseguirebbe un'unica pensione di 135mila euro, pagando però un onere di ricongiunzione di 210mila euro. Il che, se paragonato alla prima ipotesi, quella di ricongiunzione all'Inps, significa 75mila euro in meno da pagare, ma anche 35mila euro di pensione in meno all'anno. In entrambe le ipotesi, il lavoratore potrà scaricare dalle tasse il 43% della somma spesa sostenuta per la ricongiunzione.
Fin qui i numeri. Ci sono poi le storie, quelle reali. I lavoratori travolti dal passaggio dalla ricongiunzione gratuita a quella onerosa denunciano la mancanza di gradualità nell'applicazione del nuovo meccanismo. Un vicolo cieco che produce conseguenze pesanti per chi sta ultimando il proprio percorso lavorativo e non può più ricalibrare le strategie professionali. Stefano da 12 anni è dirigente d'azienda. Il prossimo anno raggiungerà i requisiti per la pensione d'anzianità secondo i criteri Inps (l'ente in cui è confluita la contribuzione ex Inpdai) in regime retributivo. Ha circa 22 anni di contribuzione precedente alla nomina a dirigente, che si trovano all'Enpals. Fino all'entrata in vigore della legge 122, il trasferimento dei contributi tra Enpals e Inps avveniva a titolo gratuito. «Per cui - spiega il dirigente - non avevo ancora richiesto il ricongiungimento ritenendo di farlo con il giusto anticipo rispetto alla richiesta di pensionamento. Il mancato esercizio di quella che era una mia facoltà fino al 30 giugno scorso ha determinato questa conseguenza: con il sistema retributivo e con gli attuali 34 anni circa di anzianità contributiva, dovrei andare in pensione con i criteri Enpals, riscuotendo circa il 28% della mia attuale retribuzione».
Che fare? Attualmente c'è una proposta di legge bipartisan dei deputati Maria Luisa Gnecchi (Pd) e Giuliano Cazzola (Pdl). Se passerà, ha affermato Gnecchi, «si sommeranno semplicemente gli anni di contributi presso le diverse gestioni e ogni gestore erogherà una parte della pensione in relazione ai contributi che ha ricevuto». «Stiamo pensando di sospendere la normativa fino al gennaio 2012, in modo di aver tempo per approvare la nuova legge», ha aggiunto Cazzola. Il ministro del Lavoro Sacconi ha annunciato la convocazione di un tavolo.


Pensioni Inps: i precari percepiranno 100 euro al mese

Sono gli ex piloti e assistenti di volo i pensionati con l'assegno più ricco, pari in media a 3.500 euro al mese, mentre in fondo alla classifica ci sono gli ex collaboratori iscritti alla gestione separata con un trattamento di poco superiore ai 100 euro al mese.
A spulciare il rapporto annuale 2010 dell’Inps, non si scopre solo che più della metà delle pensioni non arriva ai 500 euro, che il 79% degli assegni di ferma sotto quota mille e che solo il 9,9% supera i 1.500 euro, ma emergono disuguaglianze record.
I dati sulla distanza profonda che separa le due categorie agli antipodi del trattamento previdenziale sono emersi dal Rapporto annuale dell'Inps secondo il quale gli oltre 6.000 pensionati del fondo volo percepiscono in media 45.333 euro all'anno a fronte dei 1.570 euro annui medi degli ex iscritti alla gestione separata (245.220 le pensioni in essere). Assegno leggero anche per i preti con il fondo clero che assicura appena 7.464 euro all'anno ai 14.404 pensionati del fondo. Il fondo pensioni lavoratori dipendenti (il gruppo più numeroso con 9,4 milioni di assegni corrisposti) assicura trattamenti medi di 11.192 euro all'anno poco più della metà di quello sul quale possono contare i pensionati del fondo trasporti (20.358 euro nel 2010) e del fondo Ferrovie dello Stato (20.226). Superano i lavoratori dell'aria solo gli ex dirigenti con una pensione annua media di 49.246 euro mentre i pensionati del fondo telefonici hanno un importo annuo medio di 25.416 euro, di poco superiore agli ex lavoratori elettrici (24.424). Per gli ex coltivatori diretti la media dei trattamenti di pensione è di 7.940 euro, al livello di quella degli artigiani (7.937 per oltre 1,5 milioni di trattamenti). Per gli esercenti attività commerciali si registrano 1.370.400 prestazioni con una media di 9.196 euro all'anno.

Nel complesso le pensioni delle gestioni e fondi previdenziali assicurano assegni medi di 10.946 euro (ma la media è tra valori molto diversi), un dato comunque molto superiore a quello delle pensioni erogate per conto dello Stato pari a 4.824 euro medi (per 1.450.344 trattamenti). Nel complesso delle gestioni (previdenziali ed erogate per conto dello Stato) la spesa nel 2010 è stata di 165.645 milioni di euro per 15,9 milioni di trattamenti con assegni medi di 10.389 euro.

FONTE http://www.ilpuntomagazine.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4272:pensioni-inps-i-precari-percepiranno-100-euro-al-mese&catid=65:headline

lunedì 23 maggio 2011

2 GIUGNO 2011:I PRECARI VUOTANO IL SACCO

2 GIUGNO 2011:
I PRECARI VUOTANO IL SACCO
INVIATECI LE VOSTRE ESPERIENZE A
http://precariesenzalavoro.blogspot.com/


DOMENICO CIRASOLE
Il movimento “La nuova resistenza 25 aprile 2011”
Guardate Milena Gabanelli presenta "Generazione a perdere" - Giovani e precariato - non è un paese per giovani - Report 22/05/2011




Guardate  "E se domani" puntata di Annozero 26/05/2011 condotta da Michele Santoro   - EMERGENZA PRECARI -    LE DICHIARAZIONI DI BERLUSCONI -     MARCO TRAVAGLIO 26/05/2011 -     CELENTANO   -    VAURO -  La piazza dei precari



Cari amici precari, il 2 GIUGNO viene celebrata  la Festa della REPUBBLCA ITALIANA.
L’Italia quale repubblica  DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO, garantisce i DIRITTI INVIOLABILI DEGLI UOMINI,  i quali hanno TUTTI PARI DIGNITA' SOCIALE.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini e che impediscono il pieno sviluppo della persona.
In altre parole la tutta nostra classe politica (indistinatamente ) , che ha giurato fedeltà alla nostra Costituzione, ha il dovere primario di promuove il diritto al lavoro e tutte le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Al contrario indistintamente tutta la classe politica legifera  a vantaggio dell'impresa e della pubblica amministrazione, permettendo di sfruttare il lavoratore precario che è costretto assieme al disoccupato a sopportare gli effetti della crisi economica, la mancanza di continuità del rapporto di lavoro , la mancanza di certezza sul futuro, la mancanza di un reddito adeguato su cui poter contare per pianificare la propria vita presente e futura.
Il fenomeno degenerativo dei contratti atipici cosiddetti flessibili (contratto di somministrazione, apprendistato, contratto di lavoro ripartito, contratto di lavoro intermittente, lavoro accessorio, lavoro occasionale, contratto a progetto, part-time, contratti a termine, lavoro interinale, lavoro parasubordinato, lavoro a collaborazione), fa emergere fattori discriminanti rispetto alla durata, alla copertura assicurativa, alla sicurezza sociale, ai diritti, all'assenza o meno dei meccanismi di anzianità, al quantum del compenso ed al trattamento previdenziale.
La flessibilità dunque  si connota soprattutto come compressione dei diritti del lavoratore, della lavoratrice, delle giovani coppie, delle giovani mamme che sempre più sono costrette a rinunciare alla prole pur di non perdere il lavoro.
Inoltre il precariato è una delle principali voci che determinano l'attivo dell'INPS usato per colmare il disavanzo dello stesso ente e che già mai verrà impiegato  per il pagamento di pensioni ai precari.
I contributi  versati all'Inps dai parasubordinati, dai precari in assenza del raggiungimento dei «requisiti minimi» vengono usati per pagare le pensioni di altri,  non danno diritto alcuno al precario.
Se allo sfruttamento del lavoratore precario si aggiunge lo sfruttamento del praticante-tirocinante-stagista, capiamo come vi è oggi più che mai, all’alba della globalizzazione la necessità di  ripartire dal pieno rispetto della Carta Costituzionale, ovvero dal diritto alla stabilità lavorativa.
Il movimento apartitico, asindacale, e  pacifico “La nuova resistenza 25 aprile 2011” si oppone a tutte le forme di sfruttamento del lavoratore, e crede fermamente che la FUGA DI CERVELLI dall’Italia, può essere soppressa solo se gli stessi  giovani e non più giovani insieme, si impegnino per edificare una nuova società.
AL FINE DI FAR SENTRE LA PROPRIA VOCE IL MOVIMENTO HA DECISO DI RACCOGLIERE  FINO Al 2 GIUGNO LE VOSTRE ESPERIENZE,  LA VOSTRA STORIA DA PRECARIO, I VOSTRI STUDI, I VOSTRI SOGNI ED IL VOSTRO REDDITO E PUBBLICARLE  NELLA STESSA DATA IN QUESTO BLOG.
LE VOSTRE TESTIMONIANZE INOLTRE VERRANO INVIATE A TUTTE LE FORZE POLITICHE NAZIONALI, AL PRESIDENTE DELLA REPPUBLICA, AL PRESIDENTE DELLA CAMERA E DEL SENATO, AL MINISTRO DEL LAVORO, AL PRESIDENTE BERLUSCONI, NONCHE AL PRESIDENTE IN CARICA DELLA COMMISSIONE EUROPEA J. M. BARROSO,  AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO  HERMAN VAN ROMPUY E AL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO JERZY BUZEK.
Se tutto ciò non bastasse, presenteremo una petizione al Parlamento europeo, ai sensi dell'articolo 227 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in merito all’applicazione in Italia della direttiva europea 1999/70/CE relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato che riafferma il principio secondo il quale i contratti a tempo indeterminato sono e continueranno ad essere la forma comune dei rapporti di lavoro fra i datori di lavoro e i lavoratori.
In detta petizione presenteremo tutte le forme di raggiro della norma europea, e chiederemo maggiori sanzioni per gli enti ed imprese che sfruttano il lavoratore precario, quale la trasformazione di diritto del contratto di lavoro da determinato a indeterminato.

INVIATECI LE VOSTRE ESPERIENZE  A QUESTA EMAIL cirasole.do@libero.it  L’ITALIA HA BISOGNO DI UNA NUOVA VOCE.

DOMENICO CIRASOLE
Il movimento “La nuova resistenza 25 aprile 2011”
http://precariesenzalavoro.blogspot.com/
cirasole.do@libero.it


Inoltre , vorremmo organizzare un  Flash Mob in tutte le piazze d’Italia, con i precari che svuotano simbolicamente il sacco della precarietà, ripieno di storie vissute di sfruttamento del lavoratore e della flessibilità.
Sarà cura dei precari adernti al Flash Mob   nei singoli comuni, chiedere alle auorità locali competenti le oppotuni autorizzazioni.
PIAZZE SCELTE PER VUOTARE I SACCHI DELLA PRECARIETA':
Roma  
Piazza del Campidoglio  
ore 11


Milano   
Piazza del Duomo   
ore 11
File:Napoli-piazzaplebiscito01.jpgNapoli 
Piazza del Plebiscito
ore 11
    
Torino  
Piazza Castello   
ore 11

Palermo  
Piazza Indipendenza  
ore 11
File:DSCF8122.JPGGenova  
Piazza Principe  
ore 11
Bologna
Piazza Ravegnana -
Torre degli Asinelli-
ore 11
 
Firenze  
Piazza della Signoria di Firenze
ore 11









Bari - Piazza Ferrarese (scavi)Bari  
Piazza Ferrarese
ore 11






Catania 
Piazza del Municipio
ore 11
















File:Venezia piazza s.Marco 2.JPGVenezia
Piazza San Marco
 ore 11
 










File:Verona Signori 1957.jpg
Verona
Piazza Dante - Piazza dei Signori  -
 ore 11


 






Messina  
Piazza Cairoli
ore 11








Padova, Piazza delle Erbe, Scuola Free Reiki, Padova Reiki

Padova
Piazza delle Erbe
ore 11









Mostra immagine a dimensione interaTrieste  
Piazza dell'Unità d'Italia
ore 11


Mostra immagine a dimensione intera
Brescia   
Piazza della Loggia
ore 11









Mostra immagine a dimensione intera

Taranto  
Piazza Maria Immacolata
ore 11



Prato 
Reggio Calabria  
Modena 
Parma  
Reggio Emilia  
Perugia  
Livorno  
Ravenna  
Cagliari  
Foggia  
Rimini  
Salerno 
Ferrara  
Sassari  
Siracusa  
Pescara

venerdì 13 maggio 2011

2 GIUGNO 2011: I PRECARI VUOTANO IL SACCO

INVIATECI LE VOSTRE ESPERIENZE A cirasole.do@libero.it

Guarda  Milena Gabanelli presenta "Generazione a perdere" - Giovani e precariato - Report 22/05/2011 che ringraziamo per il bellissimo reportage fatto.
Cari amici precari, il 2 GIUGNO viene celebrata  la Festa della REPUBBLCA ITALIANA.
L’Italia quale repubblica  DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO, garantisce i DIRITTI INVIOLABILI DEGLI UOMINI,  i quali hanno TUTTI PARI DIGNITA' SOCIALE.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini e che impediscono il pieno sviluppo della persona.
In altre parole la nostra classe politica, che ha giurato fedeltà alla nostra Costituzione, ha il dovere primario di promuove il diritto al lavoro e tutte le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Al contrario detta classe legifera  a vantaggio dell'impresa e della pubblica amministrazione, permettendo di sfruttare il lavoratore precario che è costretto assieme al disoccupato a sopportare gli effetti della crisi economica, la mancanza di continuità del rapporto di lavoro , la mancanza di certezza sul futuro, la mancanza di un reddito adeguato su cui poter contare per pianificare la propria vita presente e futura.
Il fenomeno degenerativo dei contratti atipici cosiddetti flessibili (contratto di somministrazione, apprendistato, contratto di lavoro ripartito, contratto di lavoro intermittente, lavoro accessorio, lavoro occasionale, contratto a progetto, part-time, contratti a termine, lavoro interinale, lavoro parasubordinato, lavoro a collaborazione), fa emergere fattori discriminanti rispetto alla durata, alla copertura assicurativa, alla sicurezza sociale, ai diritti, all'assenza o meno dei meccanismi di anzianità, al quantum del compenso ed al trattamento previdenziale.
La flessibilità dunque  si connota soprattutto come compressione dei diritti del lavoratore, della lavoratrice, delle giovani coppie, delle giovani mamme che sempre più sono costrette a rinunciare alla prole pur di non perdere il lavoro.
Inoltre il precariato è una delle principali voci che determinano l'attivo dell'INPS usato per colmare il disavanzo dello stesso ente e che già mai verrà impiegato  per il pagamento di pensioni ai precari.
I contributi  versati all'Inps dai parasubordinati, dai precari in assenza del raggiungimento dei «requisiti minimi» vengono usati per pagare le pensioni di altri,  non danno diritto alcuno al precario.
Se allo sfruttamento del lavoratore precario si aggiunge lo sfruttamento del praticante-tirocinante-stagista, capiamo come vi è oggi più che mai, all’alba della globalizzazione la necessità di  ripartire dal pieno rispetto della Carta Costituzionale, ovvero dal diritto alla stabilità lavorativa.
Il movimento  pacifico “La nuova resistenza 25 aprile 2011” si oppone a tutte le forme di sfruttamento del lavoratore, e crede fermamente che la FUGA DI CERVELLI dall’Italia, può essere soppressa solo se gli stessi  giovani e non più giovani insieme, si impegnino per edificare una nuova società.
AL FINE DI FAR SENTRE LA PROPRIA VOCE IL MOVIMENTO HA DECISO DI RACCOGLIERE  FINO Al 2 GIUGNO LE VOSTRE ESPERIENZE,  LA VOSTRA STORIA DA PRECARIO, I VOSTRI STUDI, I VOSTRI SOGNI ED IL VOSTRO REDDITO E PUBBLICARLE  NELLA STESSA DATA IN QUESTO BLOG.
LE VOSTRE TESTIMONIANZE INOLTRE VERRANO INVIATE A TUTTE LE FORZE POLITICHE NAZIONALI, AL PRESIDENTE DELLA REPPUBLICA, AL PRESIDENTE DELLA CAMERA E DEL SENATO, AL MINISTRO DEL LAVORO, AL PRESIDENTE BERLUSCONI, NONCHE AL PRESIDENTE IN CARICA DELLA COMMISSIONE EUROPEA J. M. BARROSO,  AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO  HERMAN VAN ROMPUY E AL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO JERZY BUZEK.
Se tutto ciò non bastasse, presenteremo una petizione al Parlamento europeo, ai sensi dell'articolo 227 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in merito all’applicazione in Italia della direttiva europea 1999/70/CE relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato che riafferma il principio secondo il quale i contratti a tempo indeterminato sono e continueranno ad essere la forma comune dei rapporti di lavoro fra i datori di lavoro e i lavoratori.
In detta petizione presenteremo tutte le forme di raggiro della norma europea, e chiederemo maggiori sanzioni per gli enti ed imprese che sfruttano il lavoratore precario, quale la trasformazione di diritto del contratto di lavoro da determinato a indeterminato.

INVIATECI LE VOSTRE ESPERIENZE  A QUESTA EMAIL cirasole.do@libero.it  L’ITALIA HA BISOGNO DI UNA NUOVA VOCE.

DOMENICO CIRASOLE
Il movimento “La nuova resistenza 25 aprile 2011”
http://precariesenzalavoro.blogspot.com/

mercoledì 11 maggio 2011

La tua testimonianza

2 GIUGNO 2011:
I PRECARI VUOTANO IL SACCO


INVIATECI LE VOSTRE ESPERIENZE A cirasole.do@libero.it
Cari amici precari, il 2 GIUGNO viene celebrata  la Festa della REPUBBLCA ITALIANA.
L’Italia quale repubblica  DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO, garantisce i DIRITTI INVIOLABILI DEGLI UOMINI,  i quali hanno TUTTI PARI DIGNITA' SOCIALE.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini e che impediscono il pieno sviluppo della persona.
In altre parole la nostra classe politica, che ha giurato fedeltà alla nostra Costituzione, ha il dovere primario di promuove il diritto al lavoro e tutte le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Al contrario detta classe legifera  a vantaggio dell'impresa e della pubblica amministrazione, permettendo di sfruttare il lavoratore precario che è costretto assieme al disoccupato a sopportare gli effetti della crisi economica, la mancanza di continuità del rapporto di lavoro , la mancanza di certezza sul futuro, la mancanza di un reddito adeguato su cui poter contare per pianificare la propria vita presente e futura.
Il fenomeno degenerativo dei contratti atipici cosiddetti flessibili (contratto di somministrazione, apprendistato, contratto di lavoro ripartito, contratto di lavoro intermittente, lavoro accessorio, lavoro occasionale, contratto a progetto, part-time, contratti a termine, lavoro interinale, lavoro parasubordinato, lavoro a collaborazione), fa emergere fattori discriminanti rispetto alla durata, alla copertura assicurativa, alla sicurezza sociale, ai diritti, all'assenza o meno dei meccanismi di anzianità, al quantum del compenso ed al trattamento previdenziale.
La flessibilità dunque  si connota soprattutto come compressione dei diritti del lavoratore, della lavoratrice, delle giovani coppie, delle giovani mamme che sempre più sono costrette a rinunciare alla prole pur di non perdere il lavoro.
Inoltre il precariato è una delle principali voci che determinano l'attivo dell'INPS usato per colmare il disavanzo dello stesso ente e che già mai verrà impiegato  per il pagamento di pensioni ai precari.
I contributi  versati all'Inps dai parasubordinati, dai precari in assenza del raggiungimento dei «requisiti minimi» vengono usati per pagare le pensioni di altri,  non danno diritto alcuno al precario.
Se allo sfruttamento del lavoratore precario si aggiunge lo sfruttamento del praticante-tirocinante-stagista, capiamo come vi è oggi più che mai, all’alba della globalizzazione la necessità di  ripartire dal pieno rispetto della Carta Costituzionale, ovvero dal diritto alla stabilità lavorativa.
Il movimento  pacifico “La nuova resistenza 25 aprile 2011” si oppone a tutte le forme di sfruttamento del lavoratore, e crede fermamente che la FUGA DI CERVELLI dall’Italia, può essere soppressa solo se gli stessi  giovani e non più giovani insieme, si impegnino per edificare una nuova società.
AL FINE DI FAR SENTRE LA PROPRIA VOCE IL MOVIMENTO HA DECISO DI RACCOGLIERE  FINO Al 2 GIUGNO LE VOSTRE ESPERIENZE,  LA VOSTRA STORIA DA PRECARIO, I VOSTRI STUDI, I VOSTRI SOGNI ED IL VOSTRO REDDITO E PUBBLICARLE  NELLA STESSA DATA IN QUESTO BLOG.
LE VOSTRE TESTIMONIANZE INOLTRE VERRANO INVIATE A TUTTE LE FORZE POLITICHE NAZIONALI, AL PRESIDENTE DELLA REPPUBLICA, AL PRESIDENTE DELLA CAMERA E DEL SENATO, AL MINISTRO DEL LAVORO, AL PRESIDENTE BERLUSCONI, NONCHE AL PRESIDENTE IN CARICA DELLA COMMISSIONE EUROPEA J. M. BARROSO,  AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO  HERMAN VAN ROMPUY E AL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO JERZY BUZEK.
Se tutto ciò non bastasse, presenteremo una petizione al Parlamento europeo, ai sensi dell'articolo 227 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in merito all’applicazione in Italia della direttiva europea 1999/70/CE relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato che riafferma il principio secondo il quale i contratti a tempo indeterminato sono e continueranno ad essere la forma comune dei rapporti di lavoro fra i datori di lavoro e i lavoratori.
In detta petizione presenteremo tutte le forme di raggiro della norma europea, e chiederemo maggiori sanzioni per gli enti ed imprese che sfruttano il lavoratore precario, quale la trasformazione di diritto del contratto di lavoro da determinato a indeterminato.

INVIATECI LE VOSTRE ESPERIENZE  A QUESTA EMAIL cirasole.do@libero.it  L’ITALIA HA BISOGNO DI UNA NUOVA VOCE.

DOMENICO CIRASOLE
Il movimento “La nuova resistenza 25 aprile 2011”
http://precariesenzalavoro.blogspot.com/