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Movimento "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011". Partigiani sempre.

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lunedì 6 giugno 2011

Studenti e precari al posto degli homeless

Anche una laureata fra chi si è offerto per le sostituzioni estive dei venditori del mensile


Estate: è tempo di lavori stagionali e di sostituzioni ferie. Occasioni per i ragazzi che vogliono guadagnare qualche soldo, per mettere qualcosa da parte o sbarcare il lunario. Ma quella offerta da Piazza Grande, il giornale degli homeless, è una sostituzione ferie molto particolare: rimpiazzare i senza fissa dimora che di solito si occupano della vendita del giornale. In particolare i romeni che, in questa stagione, si apprestano ad andare in vacanza.
L’annuncio è rivolto a studenti, precari e disoccupati. E, a pochi giorni dal lancio, sono state decine le chiamate al giornale per avere informazioni. Mentre già in due, uno studente e una neolaureata, hanno già cominciato con la distribuzione. La crisi morde e non è più tempo di scartare a priori offerte che, in altri tempi, non sarebbero neanche state prese in considerazione. «Così offriamo a chi è estraneo a questo mondo la possibilità di avere una piccola fonte di sostentamento, appoggiando nello stesso tempo una buona causa», spiega Leonardo Tancredi, direttore del mensile. Piccola, ma non inconsistente: «Lavorando con una certe continuità si possono guadagnare sui 500 euro al mese — continua - Un buon venditore può incassare mediamente 50 euro al giorno». Il meccanismo è lo stesso applicato con i diffusori senza fissa dimora. Le prime copie di Piazza Grande sono fornite gratis, insieme al classico gilet fosforescente e alla pettorina. Poi il venditore si occupa della diffusione a offerta libera.
Con il primo capitale accumulato può acquistare altre copie a 75 centesimi l’una (prezzo di costo). L’estate è una stagione critica per la diffusione del mensile. La forza lavoro viene a mancare: «Dopo Pasqua, alcuni rom che vengono da zone rurali tornano in Romania, dove hanno un piccolo appezzamento di terra, utilizzato per coltivazioni o allevamento. In particolare da maggio alla fine dell’estate — racconta Tancredi — Molti a Bologna sono stanziali, cioè riescono anche a pagare l’affitto di una stanza grazie a Piazza Grande». La forza lavoro che viene a mancare non è poca. Perché su 40 venditori totali, più di 25 sono romeni. E solo 5, di solito, rimangono anche in estate. Così l’idea: con la crisi che rende difficile l’accesso al mercato del lavoro, soprattutto per i più giovani, perché non appellarsi a studenti, precari e disoccupati? «Non è che si sistemino così, però è un lavoretto che aiuta», commenta il direttore di Piazza Grande, che non nasconde le difficoltà di questa chiamata alla vendita: «Perché indossare la pettorina e andare con il giornale in strada significa anche esporsi al pregiudizio. C’è uno stigma nei riguardi di chi vende Piazza Grande. Può essere considerata un’ammissione di povertà».
Però Tancredi punta anche sulla motivazione di chi fa questa scelta per confrontarsi con una realtà disagiata e per impegnarsi in un lavoro utile socialmente: «È un lavoro che permette di impegnarsi per una buona causa, di conoscere il mondo dei senza fissa dimora. C’è un valore sociale, oltre a quello economico». E infatti così Cinzia, una delle due ragazze che ha cominciato a vendere Piazza Grande, laureata alla magistrale in Semiotica nel novembre scorso, ha deciso di affiancare l’avventura con Piazza Grande al lavoro per un call-center e agli stage: «Lo faccio più per volontariato che per guadagnarci qualcosa». Non si sente un’abile «commerciale» e infatti per adesso si limita a distribuire il mensile nello studentato in cui vive. Intanto ha già venduto la sua prima copia: «Darò il ricavato all’associazione».
Renato Benedetto
03 giugno 2011

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