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mercoledì 28 dicembre 2011

ASL BARI : CAPODANNO DI FUOCO PER GLI INFERMIERI PRECARI



Mancano proroghe e nuovi incarichi, i mille restano a casa, e la mobilità avanza.

Nessuna delibera del Direttore Generale Domenico COLASANTO della ASL BARI ha fatto chiarezza sui molti infermieri con scadenza il 31.12.11 e su chi è da mesi a casa.
Per alcuni di loro è possibile prorogare i contratti sino ad un massimo di 36 mesi, ma a pochi giorni dalla scadenza nulla è stato detto.
La scelta di prorogare i contratti sino a detto limite è già avvenuta per gli infermieri i cui contratti scadono nel corso del 2012 completando i 3 anni di lavoro precario.
Detta scelta consentita dalla legge (d.lgs. 368/01) permette al sistema sanità di garantire un adeguato livello di continuità assistenziale in particolare nei reparti chirurgici e d’emergenza.
E' incomprensibile come ad oggi detta sceltà non sia stata ancora attuata e comunicata nei diversi reparti ospedalieri della provincia di Bari , che non sanno come affrontare l’emergenza.
A pochi giorni dal 2012  negli ospedali si fanno i botti per colmare le carenze dei professionisti mandati a casa ; botti evitabili con una semplice proroga fino al raggiungimento dei limiti di legge.
Mentre tutto ciò accade, grazie ad una circolare dell'Assessore Regionale alla Sanità TOMMASO FIORE sono stati ri-stabilizzati i dirigenti della sanità (medici-amministrativi) ciò al fine di eliminare un oneroso esborso per la Regione Puglia in vista dei molteplici risarcimenti già previsti dai Tribunali.
Ciò contrasta con l'assenza di chiarimenti del Direttore Generali della ASL BARI che fa intuire il vicino licenziamento degli infermieri precari alla scadenza del contratto previsto il 31.12.11.
La Politica non ha voluto equiparare il personale dirigenziale de-stabilizzato portandolo sullo stesso livello di chi lavora da anni come infermiere precario.
La Sentenza della Corte Costituzionale, ha  interrotto un percorso di stabilizzazione che avrebbe coinvolto nel tempo anche gli attuali infermieri precari.
Gli attuali infermieri precari in servizio da più di 36 mesi, non hanno mai firmato un contratto di lavoro a tempo indeterminato, anzi hanno da sempre lavorato con contratti semestrali, e per effetto della sentenza della Suprema Corte posseggono gli stessi requisiti di legge (anzianità e ampia prova delle loro capacità) degli attuali de-stabilizzati, inoltre per loro, come per i re-stabilizzati, i primi Tribunali riconoscono un risarcimento pari a 20 mensilità.
Gli infermieri si auspicano che al fine d’evitare ingiustizie e disparità di trattamento tra chi ha potuto usufruire di un canale privilegiato, e chi sta pagando sulla propria pelle una lentezza burocratica e mala-gestio, della quale non può avere ovviamente alcuna responsabilità, si possa trovare una soluzione per garantire un inquadramento definitivo dei professionisti che hanno dato ampia prova delle loro capacità nel corso degli anni, e chiudere una vicenda che si trascina da troppo tempo.
Siamo sicuri che il governatore Nichi VENDOLA sia ancora pronto a regalare Giustizia -nonostante il Natale sia già trascorso-, prorogare i contratti degli infermieri precari fino al raggiungimento dei 36 mesi, bloccare le ingiuste mobilità, evitare assunzioni con contratti atipici, dare lavoro ai mille rimasti a casa.
Domenico CIRASOLE

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