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sabato 24 dicembre 2011

Sanità in Puglia Tutti salvi 530 de-stabilizzati (DIRIGENZA MEDICA E AMMINISTRATIVA)

STABILIZZATI I DIRIGENTI MEDICI AI QUALI LA CORTE AVEVA NEGATO LA STABILIZZAZIONE.
   
FONTE: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=480797&IDCategoria=1


di BEPI MARTELLOTTA
BARI - È una procedura amministrativa, avviata «in sordina» nei giorni scorsi dall’assessore Tommaso Fiore, a salvare la sanità pugliese dal collasso. Una circolare, inviata il 21 dicembre a tutti i direttori generali delle Asl e per conoscenza ai presidenti Nichi Vendola e Onofrio Introna, autorizza i manager Asl ad interrompere il percorso di annullamento dei contratti per 530 operatori sanitari (medici e infermieri) e ad avviare «procedure conciliative dinanzi alle direzioni provinciali del Lavoro» per reintegrarli. La maxi-sanatoria di Natale, dunque, è partita e consentirà il reintegro al posto di lavoro nelle Asl di tutti quei 530 operatori ai quali la Corte Costituzionale aveva negato la stabilizzazione, annullando le assunzioni a tempo indeterminato concesse dalla legge regionale 42 del 2010.

Nelle scorse settimane gli effetti di quella sentenza si erano fatti sentire tutti (per i pazienti) nelle corsie degli ospedali, tra carenze di personale e disservizi. Con i medici dell’Asl di Bari inferociti che, oltre al danno contrattuale, denunciano la beffa di essersi visti recapitare in busta paga una tredicesima dimezzata (al 50%), perché calcolata sulla base del nuovo contratto (a tempo determinato) imposto dalla Consulta. Ma i rischi maggiori sarebbero arrivati a Capodanno: per molti dei 530 «destabilizzati », infatti, il contratto trasformato a tempo determinato è in scadenza il prossimo 31 dicembre. Il tutto accompagnato da un boom delle domande di pensionamento nelle sei Asl pugliesi, alla luce della riforma «lacrime e sangue» varata dal governo nazionale, e dal contestuale blocco del turn-over sancito dal piano di rientro.

In pratica, la sanità pugliese stava rischiando il black out. Di qui la corsa ai ripari. Nelle scorse settimane l’assessore Fiore, «fresco» del via libera ottenuto dal tavolo inter-ministeriale al piano di rientro e al relativo sblocco di 400 milioni da parte del governo, ha pressato il neo-ministro della Salute Renato Balduzzi perché alla Puglia fosse concessa una deroga (sulla base della mappa dei fabbisogni raccolta tra le Asl per 1.800 posti vacanti) o, in sub-ordine, un percorso che consentisse di tutelare i livelli essenziali di assistenza. A sostegno della tesi della Regione, le recenti sentenze dei tribunali di Trani e Taranto, che hanno reintegrato al posto di lavoro la prima decina di medici che avevano fatto ricorso contro l’annullamento del contratto, ottenendo ragione anche per il risarcimento danni di 7 mensilità arretrate e le spese legali: esteso agli oltre 500 interessati, avrebbe costretto la Regione a esborsi milionari, in palese contraddizione con i risparmi e i tagli alle spese sanciti dal piano di rientro sanitario avviato nel 2010.

Il via libera «politico» del ministro ha così consentito alla Regione di individuare il salvagente con cui «attivare ogni cautela urgente - riporta la circolare di Fiore - finalizzata ad evitare interruzioni di attività»: revoca dei «licenziamenti » adottati dalle Asl dopo la sentenza della Consulta e proroga dei contratti a termine sino alla firma della conciliazione, grazie alla quale potranno essere riavviate le assunzioni a tempo indeterminato a far data dal 1 gennaio 2012.

Esultano i sindacati. Da un lato l’Usppi di Nicola Brescia, che nei mesi scorsi aveva pressato sia la Regione che il governo nazionale, annuncia che «medici e paramedici potranno mangiare il panettone a Natale». Dall’altro la Fials, il sindacato dei lavoratori della sanità che, nei giorni scorsi, ha registrato la prima sanatoria per 120 tra medici e infermieri dell’Asl di Bari con la proroga a sei mesi dei contratti in scadenza il 31 dicembre. «Noi della Fials - dice il segretario provinciale del sindacato Piero Albenzio - avevamo sostenuto l’illegittimità dei licenziamenti sin da luglio scorso e abbiamo promosso subito le impugnative con i nostri legali perché ritenevamo e riteniamo che la norma della finanziaria di giugno - quella sull’immediato stop delle stabilizzazioni attuate in applicazione di norme dichiarate incostituzionali - non sia retroattiva e quindi non si applica ai medici stabilizzati negli anni scorsi. Adesso anche parte importante della magistratura del lavoro ci ha dato ragione. Per questo, consideriamo con grande favore l’indicazione dell’assessore. Ci aspettiamo adesso che le Asl diano prova della reale volontà già dalle prossime cause, in discussione a gennaio».

Dal centrodestra, il vicecapogruppo Pdl Massimo Cassano si appella a Fiore per «unire gli sforzi e raggiungere l'unico vero obiettivo che il sistema sanità deve porsi sempre e comunque: alleviare la sofferenza dell'ammalato». Si associa Luigi D’Ambrosio Lettieri (Pdl): «la politica sappia tutelare le grandi professionalità in un comparto così delicato: è necessario un progetto condiviso che, riparando agli errori di questi sette anni, sia in grado di far emergere soluzioni adeguate».

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