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Movimento "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011". Partigiani sempre.

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mercoledì 9 maggio 2012

10 maggio 2012 : La giornata nazionale contro il precariato






"Il testo della riforma tradisce le tante promesse rivolte ai giovani e ai precari e i piccoli passi in avanti non sono certo sufficienti ad affrontare i problemi principali del mercato del lavoro". 


La CGIL rilancia oggi la giornata nazionale di mobilitazione contro la precarietà indetta per giovedì 10 maggio dal Comitato Direttivo della Confederazione. 


Oggi, si terrà una manifestazione presso la  Piazza del Pantheon che vedrà la presenza del Segretario Generale Susanna Camusso; oggi, mentre i giovani e meno giovani -ormai tutti precari grazie alla flessibilità in entrata e uscita- scendono in piazza e sempre più lavoratori, imprenditori, artigiani si tolgono la vita è ridicolo ascoltare le polemiche sui finanziamenti.

La casta, deve restituire tutto quanto percepito indebitamente e deve andare a casa per aver negli anni introdotto la flessibilità quale regola contrattuale.

L’Italia ha necessità di tanti nuovi piccoli movimenti, partiti, giovani puliti non solo sul viso, ma anche nel cuore, che credano nella democrazia; ma attenti a questi non deve essere versato nessun contributo pubblico.

Facciamo rispettare la volontà del popolo sovrano espressa nel 1993.

Alla Casta, chiusa nei palazzi del potere, giro il monito di Aldo Moro e l’invito di Peppino Impastato che morivano il 9 maggio di trentaquattro anni.

«Alto e difficile compito è dunque il nostro, specie in presenza della diffidenza, del malcontento, dell’ostilità che, bisogna riconoscerlo, predominano oggi nell’opinione pubblica. [...] È doveroso considerare come importante lo stato d’animo degli italiani, il sospetto nei confronti del mondo politico, la convinzione che del torbido ci sia, e vada scoperto ed eliminato. E una forza spontanea che potrebbe rompere gli argini, come talvolta fa, pericolosamente, la furia popolare. Si deve essere attenti a queste cose, per senso di giustizia e per accortezza politica. [...]». Perchè quel sospetto che sottolineava l’on. Moro – oggi, come allora – è un «Sospetto di indulgenza o sospetto di severità, sospetto di insabbiamento o sospetto di persecuzione [...]».

Di Peppino Impastato, voglio rammentare un passaggio di una poesia di Vladimir Majakovski a lui cara
 
«Non rinchiuderti, partito, nelle tue stanze, resta amico dei ragazzi di strada». 

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