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Movimento "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011". Partigiani sempre.

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giovedì 3 maggio 2012

I PRECARI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE RINGRAZIANO I GIUDICI CORAGGIOSI E CHIEDONO CHE VADANO A CASA MONTI , FORNERO E TUTTA LA CASTA..


La Casta Romana, che riforma il mondo del lavoro privato, inserendo la flessibilità in uscita e mantenendo in vita quella in entrata, dovrebbe immediatamente colmare la disparità di trattamento dei precari statali.

Tutte bugie le formule magiche narrate sulla flessibilità quale soluzione universale della crisi economica-finanziaria.

Il lavoro flessibile ha  condannato migliaia di giovani prima alla sopravvivenza con contratti semestrali e poi alla disoccupazione di lunga durata.

La Fornero che vuole ulteriormente modificare il mercato del lavoro deve andare a casa a ripetere prima la lezione.

Lei deve considerare bene il suo agire che distruggerà ulteriormente i destini sociali di milioni di persone.

Tutti i giovani precari degli anni ottanta e novanta, continuano ad esserlo ancor'oggi, ormai ultraquarentenni, depressi, senza famiglia, casa, e futuro pensionistico.

Questo dimostra che il lavoro flessibile non costituisce una via d’accesso verso un lavoro stabile e meglio garantito.

Tutte bugie quelle del Ministro Fornero e di Mario Monti.

Se la regola d’attratte aziende straniere e capitali stranieri è quella di ridurre il costo del lavoro, i nostri illustri professori devono spiegarci perché questa eccezione è diventata regola per tutte le aziende italiane.

Ma la conferma che la flessibilità ha come intento di sfruttare il lavoratore rendendolo precario a vita nella società è data dall’uso indiscriminato, costante e perpetuo di quelle aziende che con i capitali esteri non hanno nulla a che fare, ovvero le pubbliche amministrazioni.

Queste ricorrono in massa ai contratti flessibili, che penalizzano i lavoratori eliminando diritti e fissando retribuzioni anche del 30% inferiori rispetto al lavoro dipendente stabile.

La Casta ha costretto la Pubblica Amministrazione a sostituire con lavoratori flessibili e atipici una miriade di pensionati, attraverso il blocco del turn-over.

Diciamo la verità, è impossibile che un contratto flessibile diventi stabile.

Questa regola è vera nel pubblico, ma anche nel privato.

Basta guardare il numero di ricorsi ai Tribunali e il coraggio di giudici che nonostante il tentativo della Casta Romana di rendere tutti precari a vita, hanno sentenziato risarcimenti e trasformazioni di rapporti di lavoro da precari a stabili.

Questi giudici tentano di rompere il supermarket del lavoro, dove si trovano contratti a basso costo, contratti di associazione in partecipazione, false partite Iva, stage.

Altro che antidoto alla crisi e alla disoccupazione giovanile, la flessibilità è una trappola basata su bassa retribuzione, discontinuità contrattuale e protezione sociale nulla.

E’ bene ricordare i nomi di alcuni giudici che lottano contro la Casta dando ragione ai precari statali.

Rendiamo grazie al giudice Chirone di Trani (sentenza n. 2262/12),  giudice Brudaglio (sentenza n. 2296/12) che con altri cercano di sbriciolare le leggi edificate dalla casta.

Grazie a loro, l’Amministrazione è stata obbligata a risarcire i danni per diverse centinaia di migliaia di euro e a stabilizzare precari in deroga al principio di non consentire mai la conversione del rapporto di lavoro flessibile nella P.A.

Il loro coraggio merita un riconoscimento da parte di tutti i precari, perché nonostante il precariato nella P.A. dilaga, nessun giurista affronta la problematica con visione critica.

Loro, invece, hanno disatteso l’eccezione di difetto di giurisdizione, l’eccezione di incompetenza funzionale del giudice, l’eccezione di prescrizione, hanno inoltre affermato i diritti dei precari ricercando il fondamento giuridico nella direttiva comunitaria 1999/70/CE.

Loro sono i nostri paladini, veri eroi, che tentano di fare giurisprudenza a difesa del lavoratore.

I precari statali sfruttati da anni, se fossero stati dipendente di un’impresa privata non avrebbero avuto contestato il diritto alla stabilizzazione, essendo palesi le esigenze strutturali dell’impiego e  l'abuso da parte del datore di lavoro.

La casta ha innalzato paletti che illudessero l’applicazione delle norme europee, ma difatto questi venivano subito abbattuti con altre norme opposte e contrarie (D.lgs. 368/01; D.lgs. 165/01;  L. 247/2007), un pò come è successo con il finanziamento dei partiti, eliminati dalla porta e rientrati dalla finestra.

Come ha osservato la Corte di giustizia europea, nell’ordinanza del 1 ottobre 2010 (causa C-3/10), nel settore pubblico, il legislatore è intervenuto per evitare il ricorso abusivo dei contratti a tempo determinato, aggiungendo una durata massima oltre il quale il contratto di lavoro può essere ritenuto concluso a tempo indeterminato.


Il giudice europeo soltanto per questa ragione ha ritenuto la disciplina nazionale rispettosa della normativa comunitaria, stante il suo carattere proporzionato, sufficientemente effettivo e dissuasivo.

Tale modifica del D.lgs. 368/01 rispetta anche il contenuto precettivo dell’art. 97, c. 3 della Costituzione visto che la stabilizzazione trova la sua forma in una espressa norma di legge e visto che l’assunzione è la legittima conseguenza del posizionamento in graduatorie (pubblico concorso), come ha ricordato la Consulta nella sentenza n. 41/11.

Ma la Casta, in tutti i modi cerca di vincere la battaglia imponendo nuove norme, come accaduto con l’art. 1 del D. L. 134 del 25 settembre 2009 con il quale è stato deciso che i contratti a tempo determinato non possono mai trasformarsi a tempo indeterminato.

La nuova regula, si applica dal 25 settembre 2009 e trova una conferma nel D. L. n. 70 del 13 maggio 2011 che ha esteso con decorrenza di quella data l’inapplicabilità della conversione del contratto.

Questa è l’evidenza dei fatti!!

Questa è la regola che vogliono imporre a tutti i lavoratori!!


Certamente non per attrarre capitali!!

E’ palese, evidente, disarmante l’intenzione del Governo Monti e della Casta Romana!!!!!!!!!

Hanno edificato leggi discordanti, pur di non applicare in Italia la normativa comunitaria che rende illegittimi tutti i contratti flessibili.

Hanno inserito un risarcimento irrisorio che non ottiene alcun effetto deterrente, visto che il “malvezzo” continua nelle Amministrazioni Statali.

La stessa Consulta, infatti, nella sentenza n. 303/11 ha asserito che la stabilizzazione del rapporto di lavoro è la tutela più intensa che il lavoratore precario possa ricevere.

Ciò non contrasta con l’art. 97 della Costituzione che rimane osservato nel prevedere l’assunzione da graduatoria come prodotto finale di un procedimento concorsuale.

PER TUTTO QUANTO PREMESSO CHIEDIAMO LA STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE INFERMIERISTICO DELLE ASL DELLA REGIONE PUGLIA A CUI LA CASTA ROMANA HA IMPOSTO UN BLOCCO DEI CONCORSI (TURN-OVER) LUNGHISSIMO.

DOMENICO CIRASOLE
INFERMIERE PRECARIO
DOTTORE IN GIURISPRUDENZA
ASPIRANTE AVVOCATO



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