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Movimento "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011". Partigiani sempre.

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Partigiani sempre

lunedì 8 novembre 2010

ASL BARI - LAVORATORI (INFERMIERI) PRECARI IL 31 DICEMBRE - SENZA LAVORO ( L' ASL BA SARA' AL COLLASSO ).

La situazione dei precari infermieri della asl bari è grave. A dicembre andranno a casa. Nulla vienen fatto per loro, è auspicabile che la classe politica regionale faccia presto.

http://www.barisera.net/site/%E2%80%9Cci-hanno-tolto-il-nostro-futuro%E2%80%9D-20711.html

http://www.youtube.com/watch?v=txQ7KOl4Qg8

La situazione sempre più grave per i 650.000 precari che vedreanno cessare il loro lavoro il 31.12.2010.

Per loro nulla potra prospettarsi, ne mobilità, ne ricoloccazione, ne cassa integrazione.

La crisi coinvogerà tutta la Pubblica Amministrazione con blocco di attività importanti, come il caso della ASL BARI che mandando a casa 800 infermieri, di fatto bloccherà sale operatorie, 118, pronto soccorso, UTIC, e rianimazione, reparti nei quali il 50 % è personale medico-infremieristico precario con scadenza il 31.12.2010.

L'appello è di essere tutti coscienti di cosa accadrà se regioni (puglia) e governo non modificano il tiro.

Questo video 

è un sunto della manifestazione tenutasi a BARI contro chi non intende proorgare i contratti dei precari infermieri, e quindi collassare i servizi (ospedali).

Tanta è stata l'affluenza, anche di gente comune, sensibile alla problematica.

Il prossimo incontro è sempre a Bari, il prossimo 15 novembre, nei pressi della Regione Puglia, e tutti sono invitati a dare il loro contributo.

Oggi più che mai, in epoca di crisi, il privato (laboratori analisi, enti, coperative, ospedali) convenzionato vuole la meglio, offrendo qualità.

Detta qualità potrebbe essere offertà dal pubblico solo se le lobby non intervengano pesantemente, come, già stà accadendo.

Tutela dei Lavoratori Precari.

 E’ semplice, oggi mandare a casa 650.000 lavoratori, precari con contratti a termine. Facile grazie a chi ha cancellato i diritti dei lavoratori. Certamente sarà altrettanto facile appaltare i servizi e sottopagare gli addetti.  Dunque oggi tutti, dobbiamo prendere coscienza che la metamorfosi dei diritti dei lavoratori in diritti dell’alta finanza, è fallita. I padri della nostra costituzione avevano visto bene, non vi è crescita economica senza adeguata tutela del lavoratore. E’ impensabile e scandaloso impedire la stabilizzazione dei precari della P.A. ( scuola, sanità, ministeri, ecc). E’ evidente che la tutela del lavoro di infermieri precari, medici precari, insegnanti precari, è oggi importante, anche in virtù del buon andamento della P.A., in nome di una solida ed efficiente continuità, che ad esempio in sanità, si chiama continuità assistenziale.
Concludendo, sarebbe proficuo rivedere la normativa vigente prevedendo:
1.           Continuità di lavoro;
2.           Stabilizzazione dei lavoratori precari;
3.           Una corsia preferenziale per i lavoratori che hanno già lavorato in P.A. con incarichi della stessa natura;
4.           Eliminare le molteplici forme contrattuali di lavoro, che creano per il lavoratore, precarietà.

Tutela dei Lavoratori Precari.

 E’ semplice, oggi mandare a casa 650.000 lavoratori, precari con contratti a termine. Facile grazie a chi ha cancellato i diritti dei lavoratori. Certamente sarà altrettanto facile appaltare i servizi e sottopagare gli addetti.  Dunque oggi tutti, dobbiamo prendere coscienza che la metamorfosi dei diritti dei lavoratori in diritti dell’alta finanza, è fallita. I padri della nostra costituzione avevano visto bene, non vi è crescita economica senza adeguata tutela del lavoratore. E’ impensabile e scandaloso impedire la stabilizzazione dei precari della P.A. ( scuola, sanità, ministeri, ecc). E’ evidente che la tutela del lavoro di infermieri precari, medici precari, insegnanti precari, è oggi importante, anche in virtù del buon andamento della P.A., in nome di una solida ed efficiente continuità, che ad esempio in sanità, si chiama continuità assistenziale.
Concludendo, sarebbe proficuo rivedere la normativa vigente prevedendo:
1.           Continuità di lavoro;
2.           Stabilizzazione dei lavoratori precari;
3.           Una corsia preferenziale per i lavoratori che hanno già lavorato in P.A. con incarichi della stessa natura;
4.           Eliminare le molteplici forme contrattuali di lavoro, che creano per il lavoratore, precarietà.

domenica 7 novembre 2010

La lotta al lavoro precario (nella sanita, nelle scuole, nei ministeri).

Io penso che la sinistra democratica non ha cultura politica, continua a parlare di cose inutili per il mondo del lavoro, e per il paese.
Se la destra gioca a chi fa il primo passo, la sinistra democratica guarda la partita.
La politica ed il paese con questi leader e con questi temi è morta.
Può risorgere, con nuove leve che portino voce del popolo italiano.
Oggi, chi siede al parlamento, destra e sinistra non conosce i problemi del paese, e quindi non può essere portavoce di cose che non conosce.
Tra l’altro l'Italia è sempre rinata con la missione di pochi mille, che hanno il coraggio di creare un paese nuovo.
Presidente Vendola, il SEL, deve essere diverso da tutti gli altri partiti perchè ascolta, discute, e risolve i problemi degli italiani.
Oggi il primo problema è il LAVORO PRECARIO, e LA GLOBALIZZAZIONE.
Gli italiani sono stanchi di sentire I DEMOCRATICI CHE ACCUSANO IL PREMIER DI COSE PERSONALI.

Il blocco del turnover  manderà a casa il prossimo dicembre 650.000 precari.
Questo è il problema da risolvere.

venerdì 5 novembre 2010

«118» a Bari a rischio 107 medici

BARI - «Forse ci sono precari di serie A e precari di serie B?». È quello che si sono chiesti alcuni dei 107 medici dei pronto soccorso dell’Asl di Bari, che dal prossimo 31 dicembre rischiano il posto di lavoro per la scadenza contrattuale. A fronte, infatti, di una battaglia senza esclusione di colpi tra la Regione e il governo nazionale per la questione dei precari da internalizzare nelle società in-house delle Asl, per gli oltre 200 medici precari dei 118 pugliesi (gran parte dei quali a Bari) non vi sarebbe al momento alcun «salvagente», col rischio che i servizi di emergenza si ritrovino nel collasso a partire dal 1 gennaio.

Una delegazione dei medici, ieri, è stata ricevuta dall’assessore regionale alla Salute Tommaso Fiore, che si è preso l’impegno di portare in consiglio regionale, a breve, una legge «mini-omnibus» con alcuni correttivi e adempimenti nei quali infilare la norma che li riguarda.

Il processo di stabilizzazione, avviato con le leggi regionali 40 del 2007 e 45 del 2008, è stato irto di ostacoli, tra impugnative da parte del governo dinanzi alla Corte Costituzionale e ricorsi da parte di singoli medici. Il tutto condito da l’indizione di concorsi deliberati dall’Asl barese ma mai portati a termine e perfino la costituzione, il 16 febbraio 2009, della commissione esaminatrice.

Ora, senza rimedi, i servizi di emergenza rischiano il tilt.

fonte: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=380072&IDCategoria=11

mercoledì 3 novembre 2010

PRECARI-STUDENTI-LA MOBILITAZIONE CONTINUA SABATO 6 NOVEMBRE TUTTI A BARI

Sabato 6 Novembre nei pressi della Prefettura di Bari dalle 9.00 alla 12.00
(Comunicato stampa Segretario Generale Giuseppe Gesmundo)

Se il governo va avanti come un carrarmato sulla sua opera di oscuramento del mondo del lavoro e nello svuotamento dell’azione sindacale, demolendo vergognosamente anni di conquiste, noi continuiamo sempre più doverosamente a combattere questa tendenza deflagrante di abbattimento della democrazia nei posti di lavoro, complice pretestuosa la crisi.

Azione governativa che cancella il futuro di un esercito ormai nutrito di precari o giovani disoccupati, che impedisce l’affermazione lavorativa alle donne (che attendono alle cure familiari, venendo meno l’idea di welfare universale), che ha creato una televisione asservita allo stato, che vuole una giustizia diseguale, che toglie ai poveri per non toccare i ricchi, che depotenzia la cultura, che mercifica il lavoro, che ha costruito una manovra sbagliata sulle spalle dei lavoratori, che mina quotidianamente le fondamenta costituzionali di questo paese…

Un paese in cui il lavoro pubblico umiliato da leggi e leggine e depauperato nelle sue risorse e nei suoi organici, sempre di meno potrà assolvere ai suoi compiti istituzionali e ad assicurare servizi sociali qualificati.


Vi aspettiamo numerosi e indignati il 6 novembre, per protestare insieme a noi.
LA CGIL NON SI ARRENDE 

Nessuna speculazione sui Precari

6 Novembre Manifestazione del mondo dei precari
 BARI
PALAZZO PREFETTURA
ORE 09.00-12.00
NON MANCARE

Quello della precarizzazione del lavoro giovanile è un problema ormai strutturale, che sta investendo quello che un tempo veniva chiamato Belpaese. Otre a un proliferare selvaggio di contratti atipici, flessibili e anomali che frantumano, frammentano e piegano alle esigenze dell’impresa o dell’Ente la vita del lavoratore, in parallelo tale condizione indebolisce la tutela del lavoro stesso, oltre che rendere ricattabile l’addetto e completamente nebuloso il suo futuro.
Una condizione ignobile, tantopiù se si analizzano i dati più recenti forniti dall’’ISTAT, che registrano nel primo trimestre del 2010 una disoccupazione giovanile del 9,1% al nord, dell’ 8,4% al centro e del 14,3% al sud. Se poi fissiamo la lente di ingrandimento sulla fascia 15-24 anni, i dati che registriamo vanno dal 28,8% al nord, al 21,1% del centro e del 40,8% del sud e centrano l’attenzione su una divaricazione atavica che si accentua sempre di più e penalizza maggiormente chi nasce nel mezzogiorno.

Per dare voce al mondo delprecariato pubblico, e per tutelare i servizi e i lavoratori pubblici, la CGIL FP di Bari, ha organizzato un presidio nei Pressi della Prefettura di bari per il Giorno 6 Novembre dalle ore 9.00 alle 12.00.     
Bari, 28 ottobre 2010 

martedì 2 novembre 2010

Vendola: vertice su linea a difesa dei precari

Domani, Nichi Vendola ha convocato un vertice con i capigruppo di maggioranza onde concordare la linea da tenere.

Dei circa 5mila precari, infatti, 2mila sono stati già internalizzati nelle società in-house.
Ma nulla si è fatto per i moltissimi infermieri, e medici, delle ASL della regione puglia, che non sono stati stabilizzati.
Il blocco del turn over, imposto dal ministro brunetta, manderà loro a casa.
Le Asl di Foggia, Taranto, Bat, Bari, nulla hanno ad oggi previsto.
I direttori generali aspettano notizie dal governatore Vendola.
Per loro non è mai stata avviata nessuna procedura.
Tra pochi mesi, probabilmente a febbraio, è attesa la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge «omnibus» varata dalla Regione nel 2009 e impugnata dal governo che autorizzava tutte le internalizzazioni, ma nessuna legge negli ultimi tempi è stata varata per garantire il buon funzionamento delle ASL.
Anzi le ASL, procedono a indire e utilizzare mobilità in entrata per sostituire proprio loro, che per anno hanno garantito il buon funzionamento delle ASL, nei momenti di buio.
L'auspicio è che di loro (infermieri, medici, con contratto in scadenza il 31.12.2010), il Governatore Vendola, possa domani, prevedere tempi facili, anche se si tratterà di ulteriori proroghe (semestrali).

PUGLIA/SANITA': INTRONA, GIUNGERE IN TEMPI RAPIDI A DEFINIZIONE PIANO

(ASCA) - Bari, 2 nov - Il Capo del Governo intervenga presso i ministri interessati per consentire di ''giungere in tempi rapidi alla definizione del Piano di rientro sanitario che interessa la Puglia''. E' la richiesta del presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, in una lettera al presidente del Consiglio dei Ministri, on. Silvio Berlusconi.

''Sono a chiederle, nell'esercizio della Sua alta funzione di governo, un autorevole intervento. Non solo la sanita' pugliese - scrive - ma l'intera comunita' regionale attende notizie positive sulla firma dell'accordo che garantirebbe le risorse finanziarie congelate per la violazione del patto di stabilita' nel 2006 e nel 2008''.

CGIL LANCIA APPELLO A MEDIA SU NORMA CONTRO PRECARI

(AGI) - Roma, 2 nov. - Contro la norma ‘tagliola’, contenuta nel collegato lavoro, che colpisce i precari - il fatto cioe’ che i lavoratori con un contratto a termine avranno solo 60 giorni di tempo dopo la scadenza del rapporto di lavoro per fare ricorso contro l’azienda in caso di irregolarita’ - la Cgil lancia un appello a tutto il mondo dell’informazione perche’ sia conosciuta. “Si tratta di una norma retroattiva molto grave - si legge nel testo dell’appello pubblicato sul sito di Articolo 21 - ma quello che e’ piu’ grave e’ che molti non saranno neppure in grado di conoscere in tempo questa sbagliata novita’ e decadranno dal diritto”. La Cgil ha chiesto una immediata correzione al governo “ma se non ci sara’ - continua l’appello - queste persone hanno almeno il diritto di conoscere ed essere informati per poter decidere”.
http://www.diritto-oggi.it/archives/00052916.html