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Movimento "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011". Partigiani sempre.

Movimento "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011". Partigiani sempre.
Partigiani sempre

mercoledì 9 maggio 2012

10 maggio 2012 : La giornata nazionale contro il precariato






"Il testo della riforma tradisce le tante promesse rivolte ai giovani e ai precari e i piccoli passi in avanti non sono certo sufficienti ad affrontare i problemi principali del mercato del lavoro". 


La CGIL rilancia oggi la giornata nazionale di mobilitazione contro la precarietà indetta per giovedì 10 maggio dal Comitato Direttivo della Confederazione. 


Oggi, si terrà una manifestazione presso la  Piazza del Pantheon che vedrà la presenza del Segretario Generale Susanna Camusso; oggi, mentre i giovani e meno giovani -ormai tutti precari grazie alla flessibilità in entrata e uscita- scendono in piazza e sempre più lavoratori, imprenditori, artigiani si tolgono la vita è ridicolo ascoltare le polemiche sui finanziamenti.

La casta, deve restituire tutto quanto percepito indebitamente e deve andare a casa per aver negli anni introdotto la flessibilità quale regola contrattuale.

L’Italia ha necessità di tanti nuovi piccoli movimenti, partiti, giovani puliti non solo sul viso, ma anche nel cuore, che credano nella democrazia; ma attenti a questi non deve essere versato nessun contributo pubblico.

Facciamo rispettare la volontà del popolo sovrano espressa nel 1993.

Alla Casta, chiusa nei palazzi del potere, giro il monito di Aldo Moro e l’invito di Peppino Impastato che morivano il 9 maggio di trentaquattro anni.

«Alto e difficile compito è dunque il nostro, specie in presenza della diffidenza, del malcontento, dell’ostilità che, bisogna riconoscerlo, predominano oggi nell’opinione pubblica. [...] È doveroso considerare come importante lo stato d’animo degli italiani, il sospetto nei confronti del mondo politico, la convinzione che del torbido ci sia, e vada scoperto ed eliminato. E una forza spontanea che potrebbe rompere gli argini, come talvolta fa, pericolosamente, la furia popolare. Si deve essere attenti a queste cose, per senso di giustizia e per accortezza politica. [...]». Perchè quel sospetto che sottolineava l’on. Moro – oggi, come allora – è un «Sospetto di indulgenza o sospetto di severità, sospetto di insabbiamento o sospetto di persecuzione [...]».

Di Peppino Impastato, voglio rammentare un passaggio di una poesia di Vladimir Majakovski a lui cara
 
«Non rinchiuderti, partito, nelle tue stanze, resta amico dei ragazzi di strada». 

lunedì 7 maggio 2012

I PARTITI ROMANI (LA CASTA POLITICA ) NON HANNO ANCORA CAPITO LA LEZIONE: DEVONO TAGLIARE I PRIVILEGI, LE PENSIONI, GLI STIPENDI, RESTITUIRE I FINANZIAMENTI PERCEPITI, E POI TORNARE TUTTI A CASA.

Qualcuno scuota il popolo dell'astensione (35% degli aventi diritto al voto)!

L’Italia non può essere rappresentata da sindaci scelti dalla metà dei cittadini più uno, di cui solo due terzi hanno votato; è inaccettabile che poco più del 30% degli aventi diritto al voto scelga per tutti.


In queste elezioni amministrative, il popolo “sovrano” si allontana sempre più dalla “Privilegiata Casta Politica Romana”; la casta ladra ha forse capito la lezione che i cittadini hanno voluto dare ai professori.

I partiti che siedono a Roma, nessuno escluso, hanno il dovere di  ascoltare il 35% del popolo astensionista.

Il giovane popolo dell’antipartito vuole mandare a casa professori e casta; se poco più del 65%  ha votato, è solo grazie ai movimenti nascenti (movimento 5 stelle) e alla moltitudine di liste civiche. La domanda sorge spontanea: che fine hanno fatto e faranno i vecchi partiti “baluardi” della nostra politica?

Cosicché quello del “non voto” (astenuti, schede bianche e schede nulle) si è confermato il vero primo partito.

L’astensionismo, però, non è forse il modo migliore di protestare conto la casta, non il modo più efficace di lottare per una classe; quella classe dell’uomo che lavora, in condizioni precarie, con contratti precari, “schiavi” in uno stato dittatoriale.


Solo il voto è sinonimo di democrazia !!

Ora tutto il popolo si aspetta una presa di coscienza e di coraggio da parte della “casta” che li porti a:
1.           tagliare i costi della politica (privilegi, stipendi, pensioni, consulenze, finanziamenti, enti, ecc.);
2.           restituire quanto percepito indebitamente con i finanziamenti;
3.           modificare la legge elettorale (doppio turno, proporzionale-plurinominale);
4.           tornare a casa e consentire al popolo di recarsi alle urne per eleggere un nuovo governo. Un governo che faccia le giuste scelte economiche e sociali: eliminare il precariato, soprattutto nella Pubblica Amministrazione.

Domenico CIRASOLE

ASCOLTATELO TUTTI!!




sabato 5 maggio 2012

Crisi: precario si impicca nell'ennese.



Cordoglio per l’ennesima morte di un precario che si impicca perché precario.

L’uomo aveva 47 anni, sposato e padre di due figli, si e' suicidato nell'ennese, impiccandosi.

La recente riduzione del salario e delle ore di lavoro lo avrebbe gettato nello sconforto, spingendolo al gesto estremo.

La precarietà è la condizione voluta da tutta la casta romana che vota MONTI E FORNERO.

Ma noi possiamo mandarli a casa non votando i loro partiti.

Domenico CIRASOLE

giovedì 3 maggio 2012

I PRECARI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE RINGRAZIANO I GIUDICI CORAGGIOSI E CHIEDONO CHE VADANO A CASA MONTI , FORNERO E TUTTA LA CASTA..


La Casta Romana, che riforma il mondo del lavoro privato, inserendo la flessibilità in uscita e mantenendo in vita quella in entrata, dovrebbe immediatamente colmare la disparità di trattamento dei precari statali.

Tutte bugie le formule magiche narrate sulla flessibilità quale soluzione universale della crisi economica-finanziaria.

Il lavoro flessibile ha  condannato migliaia di giovani prima alla sopravvivenza con contratti semestrali e poi alla disoccupazione di lunga durata.

La Fornero che vuole ulteriormente modificare il mercato del lavoro deve andare a casa a ripetere prima la lezione.

Lei deve considerare bene il suo agire che distruggerà ulteriormente i destini sociali di milioni di persone.

Tutti i giovani precari degli anni ottanta e novanta, continuano ad esserlo ancor'oggi, ormai ultraquarentenni, depressi, senza famiglia, casa, e futuro pensionistico.

Questo dimostra che il lavoro flessibile non costituisce una via d’accesso verso un lavoro stabile e meglio garantito.

Tutte bugie quelle del Ministro Fornero e di Mario Monti.

Se la regola d’attratte aziende straniere e capitali stranieri è quella di ridurre il costo del lavoro, i nostri illustri professori devono spiegarci perché questa eccezione è diventata regola per tutte le aziende italiane.

Ma la conferma che la flessibilità ha come intento di sfruttare il lavoratore rendendolo precario a vita nella società è data dall’uso indiscriminato, costante e perpetuo di quelle aziende che con i capitali esteri non hanno nulla a che fare, ovvero le pubbliche amministrazioni.

Queste ricorrono in massa ai contratti flessibili, che penalizzano i lavoratori eliminando diritti e fissando retribuzioni anche del 30% inferiori rispetto al lavoro dipendente stabile.

La Casta ha costretto la Pubblica Amministrazione a sostituire con lavoratori flessibili e atipici una miriade di pensionati, attraverso il blocco del turn-over.

Diciamo la verità, è impossibile che un contratto flessibile diventi stabile.

Questa regola è vera nel pubblico, ma anche nel privato.

Basta guardare il numero di ricorsi ai Tribunali e il coraggio di giudici che nonostante il tentativo della Casta Romana di rendere tutti precari a vita, hanno sentenziato risarcimenti e trasformazioni di rapporti di lavoro da precari a stabili.

Questi giudici tentano di rompere il supermarket del lavoro, dove si trovano contratti a basso costo, contratti di associazione in partecipazione, false partite Iva, stage.

Altro che antidoto alla crisi e alla disoccupazione giovanile, la flessibilità è una trappola basata su bassa retribuzione, discontinuità contrattuale e protezione sociale nulla.

E’ bene ricordare i nomi di alcuni giudici che lottano contro la Casta dando ragione ai precari statali.

Rendiamo grazie al giudice Chirone di Trani (sentenza n. 2262/12),  giudice Brudaglio (sentenza n. 2296/12) che con altri cercano di sbriciolare le leggi edificate dalla casta.

Grazie a loro, l’Amministrazione è stata obbligata a risarcire i danni per diverse centinaia di migliaia di euro e a stabilizzare precari in deroga al principio di non consentire mai la conversione del rapporto di lavoro flessibile nella P.A.

Il loro coraggio merita un riconoscimento da parte di tutti i precari, perché nonostante il precariato nella P.A. dilaga, nessun giurista affronta la problematica con visione critica.

Loro, invece, hanno disatteso l’eccezione di difetto di giurisdizione, l’eccezione di incompetenza funzionale del giudice, l’eccezione di prescrizione, hanno inoltre affermato i diritti dei precari ricercando il fondamento giuridico nella direttiva comunitaria 1999/70/CE.

Loro sono i nostri paladini, veri eroi, che tentano di fare giurisprudenza a difesa del lavoratore.

I precari statali sfruttati da anni, se fossero stati dipendente di un’impresa privata non avrebbero avuto contestato il diritto alla stabilizzazione, essendo palesi le esigenze strutturali dell’impiego e  l'abuso da parte del datore di lavoro.

La casta ha innalzato paletti che illudessero l’applicazione delle norme europee, ma difatto questi venivano subito abbattuti con altre norme opposte e contrarie (D.lgs. 368/01; D.lgs. 165/01;  L. 247/2007), un pò come è successo con il finanziamento dei partiti, eliminati dalla porta e rientrati dalla finestra.

Come ha osservato la Corte di giustizia europea, nell’ordinanza del 1 ottobre 2010 (causa C-3/10), nel settore pubblico, il legislatore è intervenuto per evitare il ricorso abusivo dei contratti a tempo determinato, aggiungendo una durata massima oltre il quale il contratto di lavoro può essere ritenuto concluso a tempo indeterminato.


Il giudice europeo soltanto per questa ragione ha ritenuto la disciplina nazionale rispettosa della normativa comunitaria, stante il suo carattere proporzionato, sufficientemente effettivo e dissuasivo.

Tale modifica del D.lgs. 368/01 rispetta anche il contenuto precettivo dell’art. 97, c. 3 della Costituzione visto che la stabilizzazione trova la sua forma in una espressa norma di legge e visto che l’assunzione è la legittima conseguenza del posizionamento in graduatorie (pubblico concorso), come ha ricordato la Consulta nella sentenza n. 41/11.

Ma la Casta, in tutti i modi cerca di vincere la battaglia imponendo nuove norme, come accaduto con l’art. 1 del D. L. 134 del 25 settembre 2009 con il quale è stato deciso che i contratti a tempo determinato non possono mai trasformarsi a tempo indeterminato.

La nuova regula, si applica dal 25 settembre 2009 e trova una conferma nel D. L. n. 70 del 13 maggio 2011 che ha esteso con decorrenza di quella data l’inapplicabilità della conversione del contratto.

Questa è l’evidenza dei fatti!!

Questa è la regola che vogliono imporre a tutti i lavoratori!!


Certamente non per attrarre capitali!!

E’ palese, evidente, disarmante l’intenzione del Governo Monti e della Casta Romana!!!!!!!!!

Hanno edificato leggi discordanti, pur di non applicare in Italia la normativa comunitaria che rende illegittimi tutti i contratti flessibili.

Hanno inserito un risarcimento irrisorio che non ottiene alcun effetto deterrente, visto che il “malvezzo” continua nelle Amministrazioni Statali.

La stessa Consulta, infatti, nella sentenza n. 303/11 ha asserito che la stabilizzazione del rapporto di lavoro è la tutela più intensa che il lavoratore precario possa ricevere.

Ciò non contrasta con l’art. 97 della Costituzione che rimane osservato nel prevedere l’assunzione da graduatoria come prodotto finale di un procedimento concorsuale.

PER TUTTO QUANTO PREMESSO CHIEDIAMO LA STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE INFERMIERISTICO DELLE ASL DELLA REGIONE PUGLIA A CUI LA CASTA ROMANA HA IMPOSTO UN BLOCCO DEI CONCORSI (TURN-OVER) LUNGHISSIMO.

DOMENICO CIRASOLE
INFERMIERE PRECARIO
DOTTORE IN GIURISPRUDENZA
ASPIRANTE AVVOCATO



mercoledì 2 maggio 2012

LA CASTA POLITICA INSULTA I CITTADINI E I PRECARI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CHE ATTENDONO I CONCORSI



Il governo dei professori e tecnici presieduto da Mario Monti chiede ai cittadini consigli su come tagliare gli sprechi.

Questa domanda non è stata posta quando hanno aumentato l’età pensionabile così come non hanno chiesto se  accettiamo gli effetti  della riforma del mercato del lavoro che non elimina la flessibilità in entrata ed aggiunge quella in uscita.

Nel lontano ’90 gli italiani dichiararono di eliminare i finanziamenti ai partiti, e ad oggi nessuno ha mosso un dito.

La casta romana che manovra il governo Monti continua a prenderci in giro, vuole che tutti gli italiani dicano in coro:
  • 1.   Privatizziamo la sanità. Cosi in molti non potranno pagarsi i costi del rianimatore e decideranno di far morire il vecchietto che non si sa dove metterlo;
  • 2.       Privatizziamo le università (anzi tutta la scuola), così in molti ritorneranno a lavorare nei mercati generali e nelle raccolte dei pomodori. Almeno eviteremo la necessità di far entrare e vivere come invisibile la manodopera extracomunitaria;
  • 3.       Privatizziamo gli asili nido! Cosi le donne smetteranno di fare figli e saranno produttive nelle fabbriche di proprietà dei mercati finanziari e delle banche;
  • 4.       Tagliamo i fondi per le forze dell’ordine! Così i cittadini dovranno pagarsi le rondini di paese;
  • 5.       Tagliamo le pensioni! Così i pensionati mangiando meno, raggiungeranno presto il Buon Dio;
  • 6.       Tagliamo gli ammortizzatori sociali per chi perde il lavoro! Così questi si lanceranno da un balcone e non fanno aumentare i tassi Istat di disoccupazione;
  • 7.       Eliminiamo comuni, provincie, circoscrizioni,  regioni! Cosi lasciamo tutto il potere decisionale ai signori della casta romana;
  • 8.       Chiudiamo tribunali provinciali! Così la giustizia sarà lentissima e si farà prima a fare da se, o grazie agli amici del malaffare;
  • 9.       Accentriamo gli acquisti! Così per l'appalto di una bottiglia d’acqua passeranno anni, e decideranno i soliti poteri;
  • 10.   Tagliamo i fondi per gli uffici presenti nel territorio! Cosi si dovrà andare tutti a Roma per aggiornare la propria carta d’identità;
  • 11.   Eliminiamo gli enti pubblici, che spendono in consulenze e in gettoni! Ma vendiamoli ai soliti amici;
  • 12.   Eliminiamo gli enti di vigilanza! Così le scalate saranno semplici;
  • 13.   Eliminiamo gli acquisti di beni! Così gli ammalati li curiamo con l’aria;
  • 14.   Eliminiamo gli affitti! Così possiamo comprare gli immobili più costosi degli amici;
  • 15.   Cacciamo personale precario e a tempo determinato! Così eliminiamo la spesa per il personale, e in ospedale a somministrare farmaci vi saranno robot;
  • 16.   Prolunghiamo il blocco del turnover così a difendere i cittadini, e a massaggiare gli infartuati vi saranno dipendenti pubblici con il bastone, o volontari;
  • 17.   Chiudiamo Pompei ed i musei così non dovremmo preoccuparci di nuovi crolli;
  • 18.   Eliminiamo il turismo con il nucleare, rigassificatori, treni lenti, strade pericolose, voli cancellati;
  • 19.   Manteniamo in vita tutti gli enti previdenziali, così che ad ogni passaggio si perdono anni di contributi versati inutilmente (silenti);
  • 20.   Eliminiamo i consigli delle autorità garanti, così vi sarà meno democrazia, più autonomia nell’aumentarsi ulteriormente gli stipendi e meno controllo;
  • 21.   Svendiamo terreni e immobili al peggiore offerente;



La casta romana vuole anche che non tocchiamo:

  • 1.       La  Presidenza della Repubblica;
  • 2.       La  Corte costituzionale
  • 3.       Il Parlamento (la casta romana)
  • 4.       I finanziamenti pubblici a partiti, sindacati, giornali di colore;
  • 5.       Le retribuzioni d’oro dei manager;
  • 6.       Le auto blu e grigie;
  • 7.       I voli di stato;
  • 8.       L’acquisto di carrarmati e aerei da guerra;
  • 9.       Contenimento della spesa per il personale;
  • 10.   La TAV;
  • 11.   I vitalizi d’oro reversibili;
  • 12.   Super stipendi dei parlamentari;
  • 13.   Doppi incarichi pubblici remunerati a peso d’oro anche se assenti;
  • 14.   I fondi neri in svizzera;
  • 15.   Gli autisti delle auto blu;
  • 16.   Le false consulenze fiscali e legali;
  • 17.   Gli uffici extralusso;
  • 18.   I consiglieri d’amministrazione;
  • 19.   I massaggi benessere
  • 20.   Le fondazioni bancarie;
  • 21.   Gli enti benefit;
  • 22.   Gli yacht milionari non dichiarati;
  • 23.   I benefit dei presidenti delle camere;
  • 24.   Le speculazioni in borsa di politici;


E' evidente l’inefficienza e il tradimento della casta politica romana che dovrebbe risarcire il polo italiano, dimettersi al più presto senza mai più ripresentarsi candidata.

Domenico CIRASOLE
INFERMIERE PRECARIO



lunedì 30 aprile 2012

FESTEGGIAMO IL PRIMO MAGGIO DEL PRECARIO SFRUTTATO DALLO STATO. INIZIA LA RIVOLTA DELLE FORMICHE.




Il Primo maggio era una giornata in cui non-si-la-vo-ra-va.

Tante aziende costringeranno le lavoratrici e i lavoratori a vivere quel giorno come tutti gli altri: ricattandoli e facendo leva sulla loro precarietà e sul loro bisogno di reddito.

Il primo maggio sarà l’inizio di un mese di lotte globali contro la precarietà.

Maggio, sarà determinante per l’approvazione di una riforma del lavoro che aumenterà i livelli di precarietà, in particolar modo nella Pubblica Amministrazione.

Le politiche di austerity, necessitano una comune resistenza.

Secondo le dichiarazione di Monti e di Foriero la riforma introduce un nuovo termine al contratto dei precari (durata massima di 36 mesi).

Questo limite in realtà esisteva e nessuna azienda ha mai trasformato un contratto dopo i 36 mesi, anzi ha sfruttato il povero precario di 36 mesi in 36 mesi.

Questo limite, inoltre, anche se superato, nella P.A. non da diritto ne a trasformazione del contratto ne a risarcimento.

POSSIAMO AFFERMARE CHE QUINDI LA CASTA ROMANA HA AUTORIZZATO LO STATO A SFRUTTARE IL LAVORATORE PRECARIO.

Il contratto “dominante” che tanto si parla nella riforma, è a tempo indeterminato, da sempre.

Quindi per i precari non è cambiato nulla!!.


Si aggiunge solo la possibilità d'essere cacciati fuori anche se con contratti a tempo indeterminato.


Questa fase anticipa di qualche mese la volontà del governo di tagliare la spesa pubblica non solo tagliando sui precari, ma anche sui contratti a tempo indeterminati.

Nonostante tutto ciò, la casta politica ROMANA, ci vuole convincere che la riforma risolverà la precarietà, anche quella della P.A., rilancerà l'economia, avvicinerà grossi investitori internazionali, salverà l'Italia.


L'Italia la salviamo se mandiamo a casa la casta romana che come un burattinaio muove il governo a  proprio piacimento.


Loro si sono aumentati gli stipendi, si sono reinseriti  i finanziamenti, vivono di privilegi, hanno sbagliato tutte le politiche precedenti, e continuano a far pagare i piccoli.


Servono nuove elezioni, nuovi partiti, nuovi governi, per vecchie scuole di pensiero (distribuzione della ricchezza - mano di Keynes).


In Europa soffia un nuovo vento, nuovi fiori sbocciano, è in corso una nuova primavera. 

ORA BASTA !!

LA CASTA ROMANA DEVE STABILIZZARE I PRECARI !!

Domenico CIRASOLE

sabato 28 aprile 2012

MONTI NASCONDE L’INEFFICENZA DELLA CASTA POLITICA ROMANA. LICENZIAMOLI !!



Che la casta sia improduttiva è palese.

IL POPOLO SOVRANO HA IL DOVERE DI LICENZIARLI  TUTTI.

Loro hanno creato il precariato e l’hanno imposto ai lavoratori della PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, rendendoli schiavi dello stato.


Il governo Monti deve ricostruire quello strato sociale che la casta ha distrutto con l’incapacità di legiferare.

E’ necessario sbloccare il turn over, indire concorsi, e dare precedenza ai precari storici della P.A.

Al momento non si intravedono soluzioni per eliminare  la riduzione dei livelli di assistenza negli ospedali pugliesi.

E’ inutile che la politica si lamenti, le forze politiche, tutte, hanno fallito.

Il loro compito è occuparsi della cosa pubblica, dei cittadini.


E non l’hanno fatto.

La casta  non ha fatto nulla di utile se non spremere i soliti noti.

Alle prossime elezioni amministrative, sabotiamo la casta romana, vota i piccoli partiti che non siedono a Roma.

martedì 24 aprile 2012

Resistiamo al Governo Monti, amico dei poteri forti (mercati finanziari), difendiamo la democrazia e il lavoro. Mandiamo a casa Governo e casta.



Durante l’anniversario della Resistenza, a me piace pensare che possa avere inizio un processo di liberazione dell'Italia dall'oppressione dei partiti, dei mercati finanziari e che in tanti vogliano difendere sempre la nostra democrazia, la sovranità del popolo, il rispetto dell’uomo che lavora, la stabilità del lavoro.

Per dare un segno di cambiamento, basta un piccolo gesto, alle prossime elezioni amministrative non votare la casta romana.

Tutti dobbiamo difendere la nostra libertà.

Oggi come nel passato, diviene necessario per un popolo spezzare i legami con la casta politica che l’ha tradito in diversi modi, e non solo reintroducendo i finanziamenti.

Consideriamo verità evidenti per sé stesse che tutti gli uomini sono creati uguali; che sono stati dotati dal loro Creatore di taluni diritti inalienabili; che, fra questi diritti, vi sono la vita, la libertà e il perseguimento del benessere.


Che per garantire questi diritti, vengono istituiti fra gli uomini dei governi che derivano dal consenso dei governati il loro giusto potere.


Che ogni qualvolta una forma di governo diviene antagonistica al conseguimento di questi scopi, il popolo ha diritto di modificarla e abolirla, e di creare un governo nuovo, ponendo a base di esso quei principi, e regolando i poteri di esso in quelle forme che offrono la maggiore probabilità di condurre alla sicurezza ed alla felicità del popolo medesimo.

La prudenza consiglierà, in fatto, di non cambiare per motivi tenui o transitori governi stabiliti da tempo; l'esperienza dimostra, invero, che gli uomini sono più inclini a sopportare i mali, finché sono tollerabili, che a riprendere la giusta direzione, abolendo forme alle quali sono adusati.


Ma quando una lunga serie di soprusi ed usurpazioni, volti invariabilmente ad un unico scopo, offrono prova evidente del disegno di un governo di assoggettare il popolo a condizioni di dispotismo assoluto, é diritto e dovere del popolo di abbattere quel governo e di creare nuove salvaguardie per la sua sicurezza futura.


domenica 22 aprile 2012

Buon compleanno precari. Nasce la "Rete locale di Flavio".




Oggi 22 marzo 2012 quasi un anno dopo la fondazione del movimento “LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011”, nulla è cambiato sul versante della lotta al precariato.


L'ITALIA convive ancora con il cancro del lavoro precario.

La casta politica persiste con riforme di flessibilità in entrata e in uscita.

Il nuovo governo Monti, al pari del governo Berlusconi, sorretto da una strana maggioranza, continua a flagellare i deboli dell’Italia.

Oggi a mio parere l’Italia è in coma, al pari del piccolo Flavio, di appena sei mesi, che  ha lasciato questo mondo.

Questo piccolo uomo, inconsapevolmente è nato con una malattia rarissima, l’atrofia muscolare spinale (SMA).

Questa è una malattia delle cellule nervose, del midollo spinale, da cui partono i nervi diretti ai muscoli; è una malattia autosomica recessiva, ovvero si manifesta solo se entrambi i genitori sono portatori del gene responsabile della malattia.

Flavio oggi è morto, ma forse per lui è stata la scelta migliore.

Tutti hanno deciso che non avesse senso accanirsi senza aspettativa di vita.

A mio parere l’Italia ha la stessa malattia genetica, quella che colpisce il fulcro, il midollo sociale dal quale partono le istituzioni che fanno muovere questa nazione; malattia che colpisce tutti noi quando accettiamo un compromesso con questa classe politica.


Sono sicuro che Flavio avrebbe sognato un movimento di persone oneste pronte a lottare per un futuro giusto ed equo.

Il Movimento “LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011” nel suo primo compleanno vuole sognare come Flavio, un paese migliore, che metta al centro delle sue attenzioni l’uomo che lavora, che elimini la flessibilità, sempre sinonimo di precarietà.

“LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011” vuole crescere per cambiare questo paese e intende nel futuro creare una rete (la rete locale di Flavio), che copra l’intero territorio e dia voce ai tanti lavoratori precari, disoccupati, sottopagati, esodati, invisibili (lavoratori a nero), sfruttati, con contratti atipici e con contributi silenti che sognano la pensione.

“LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011” vuole gridare “ora basta”.

Se ci guardassimo allo specchio, con onestà ci accorgeremmo che in fondo un po’ colpevoli, lo siamo anche noi e che forse la migliore scelta è quella di licenziare questo governo e ammettere il fallimento delle assemblee rappresentative, oggi uniche titolari del potere politico.

DOMENICO CIRASOLE

venerdì 20 aprile 2012

MONTI, LA FORNERO, E LA CASTA RENDONO, TUTTI PRECARI ANCHE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.




Le dichiarazioni del ministro Patroni Griffi a l'Avvenire, d’estendere gli effetti della riforma del mercato del lavoro di Monti - Fornero alla Pubblica Amministrazione, è la conferma che chi ci governa, e i partiti che lo sostengono vogliono gli italiani in ginocchio.

Si prevede il licenziamento di massa dei pubblici dipendenti, per motivi economici entro l’estate, quindi diventiamo tutti precari.

La casta romana si appropria di soldi pubblici, e il governo tagli i fondi agli ospedali, alle scuole, alle forze armate, accorpando ed eliminando i servizi, licenziando da prima i precari storici, per poi passare agli esuberi.

La conseguenza di tutto ciò sarà spostare per mobilità i dipendenti, e licenze  gli esuberi per motivi economici.

Questa estate sarà molto calda per gli statali, e non solo per i precari.

Altro scandalo esplicitato dal Ministro, che trova il consenso di tutti i sindacati concertativi, è quello di procedere alla privatizzazione della previdenza, attraverso l’istituzione dei fondi pensionistici cosiddetti integrativi.

Cosi facendo la casta scippa il trattamento di fine rapporto che i lavoratori hanno accumulato negli anni.

Insomma il vizio della casta d’appropriarsi di cose altrui, non cessa neanche con questo governo, e in momenti di crisi.

Chi pensa che il pubblico abbia degli sprechi, faccia un giro negli uffici, negli ospedali, nei tribunali, ecc., e si renderà conto che gli sprechi sono ad altri livelli, a piani superiori, quelli gestiti dalla casta romana.

La casta si indebita e a pagarne le conseguenze sono gli stessi cittadini, che in estate vedranno ridursi drasticamente i servizi, e gli statali che andranno a casa.

Ovviamente ci sarà sempre chi continuerà a percepire stipendi pubblici d’oro per finanziare la stessa casta.

I concorsi sono fermi da anni, i precari hanno lavorato in condizioni disumane (nella p.a. mancano mezzi e personale) e si prospetta per essi anziché il premio della stabilizzazione o dei concorsi, la chiusura dei rapporti di lavoro.

La casta, anziché restituire ciò che ha tolto impropriamente dalle casse dello stato (dal referendum del 1993), tagliarsi gli stipendi, ridurre i privilegi, eliminare i vitalizi e reversibilità di questi, taglia le pensioni, licenzia gli statali, elimina i servizi, ecc..

Licenziamo la casta romana, rendiamo precari i politici, alle prossime elezioni amministrative boicotta i partiti romani.