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Movimento "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011". Partigiani sempre.

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venerdì 20 aprile 2012

MONTI, LA FORNERO, E LA CASTA RENDONO, TUTTI PRECARI ANCHE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.




Le dichiarazioni del ministro Patroni Griffi a l'Avvenire, d’estendere gli effetti della riforma del mercato del lavoro di Monti - Fornero alla Pubblica Amministrazione, è la conferma che chi ci governa, e i partiti che lo sostengono vogliono gli italiani in ginocchio.

Si prevede il licenziamento di massa dei pubblici dipendenti, per motivi economici entro l’estate, quindi diventiamo tutti precari.

La casta romana si appropria di soldi pubblici, e il governo tagli i fondi agli ospedali, alle scuole, alle forze armate, accorpando ed eliminando i servizi, licenziando da prima i precari storici, per poi passare agli esuberi.

La conseguenza di tutto ciò sarà spostare per mobilità i dipendenti, e licenze  gli esuberi per motivi economici.

Questa estate sarà molto calda per gli statali, e non solo per i precari.

Altro scandalo esplicitato dal Ministro, che trova il consenso di tutti i sindacati concertativi, è quello di procedere alla privatizzazione della previdenza, attraverso l’istituzione dei fondi pensionistici cosiddetti integrativi.

Cosi facendo la casta scippa il trattamento di fine rapporto che i lavoratori hanno accumulato negli anni.

Insomma il vizio della casta d’appropriarsi di cose altrui, non cessa neanche con questo governo, e in momenti di crisi.

Chi pensa che il pubblico abbia degli sprechi, faccia un giro negli uffici, negli ospedali, nei tribunali, ecc., e si renderà conto che gli sprechi sono ad altri livelli, a piani superiori, quelli gestiti dalla casta romana.

La casta si indebita e a pagarne le conseguenze sono gli stessi cittadini, che in estate vedranno ridursi drasticamente i servizi, e gli statali che andranno a casa.

Ovviamente ci sarà sempre chi continuerà a percepire stipendi pubblici d’oro per finanziare la stessa casta.

I concorsi sono fermi da anni, i precari hanno lavorato in condizioni disumane (nella p.a. mancano mezzi e personale) e si prospetta per essi anziché il premio della stabilizzazione o dei concorsi, la chiusura dei rapporti di lavoro.

La casta, anziché restituire ciò che ha tolto impropriamente dalle casse dello stato (dal referendum del 1993), tagliarsi gli stipendi, ridurre i privilegi, eliminare i vitalizi e reversibilità di questi, taglia le pensioni, licenzia gli statali, elimina i servizi, ecc..

Licenziamo la casta romana, rendiamo precari i politici, alle prossime elezioni amministrative boicotta i partiti romani.


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