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Movimento "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011". Partigiani sempre.

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mercoledì 4 aprile 2012

Equità sociale: Il Governo Monti (Casini, Bersani, Berlusconi), hanno tagliato le pensioni (vita), dimenticando di tagliare gli stipendi e i vitalizi dei parlamentari (vecchi e nuovi).





Il dramma sociale, oggi più che ieri, sfocia in suicidi di pensionati, precari, imprenditori, artigiani; sempre più sono le famiglie che perdono le loro case e immobili a causa dei pignoramenti delle banche per il mancato pagamento di rate mensili del mutuo (mutui superiori ai  Euro 170.000).

Il dramma sociale è dimenticato da Monti, Bersani, Casini e Berlusconi, che lo accentuano non tagliando gli stipendi e vitalizi  parlamentari.

Sempre più frequente  sono le situazioni di profondo scoramento; la casta non comprende che un prelievo o taglio di 50 euro al mese, per  un anziano che  percepisce 450 euro di pensione sociale si trasforma in un dramma di vita.

Assieme ai pensionati, anche i precari (specie le donne divorziate) che stano per perdere un lavoro, vivono lo stesso dramma, legato alle dure leggi delle banche sui mutui, e del mercato sugli affitti.

Eppure, loro il buco del debito pubblico non lo hanno certamente creato.

Al pari, i precari della P.A. non capiscono l’accanimento del governo nel desiderarli precari a vita, con contratti perennemente in scadenza.

Come possono esistere ancora partiti politici, che sostengono un governo, che costringe gli italiani ad accettare la mano tesa dell’usura.

Monti deve tagliare i costi della politica, degli stipendi, delle pensioni, dei finanziamenti dei partiti, e di tutti i privilegi che pesano sul debito che i pensionati e i lavoratori pagano.

I precari pubblici dopo anni di precariato non possono essere sostituiti ne da mobilità ne da nuovi concorsi, è perciò il Ministro della Pubblica Amministrazione, Patroni Griffi che deve proporre una norma (stabilizzazione) che superi il veto Costituzionale degli istituiti delle assunzione.

La casta politica dopo aver generato il precariato, attraverso il blocco delle assunzioni deve avere la volontà politica di superare il problema, che avrà le reali ripercussioni nell’età pensionabile degli stessi precari, i quali percepiranno pensioni da fame.

LA POLITICA DEVE USCIRE DAL PROPRIO EGOISMO, LAVORARE PER GLI ITALIANI E NON PER GLI INVESTITORI, IMPRENDITORI E MERCATI INTERNAZIONALI, CHE DEVONO TROVARE NELL'ITALIA VETI D'INGRESSO QUANDO SFRUTTANO L'UOMO CHE LAVORA.
L'ITALIA PUO' RIPARTIRE SE SI INVESTE IN CULTURA, INNOVAZIONE, E TURISMO.

Domenico CIRASOLE

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