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Movimento "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011". Partigiani sempre.

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venerdì 10 giugno 2011

Cresce lo stress da lavoro, i precari fra i più esposti

di Evaristo Sparvieri

Persone che ricoprono ruoli dirigenziali e precari. Nessuna professione sembra esserne esente. Con la crisi economica, aumentano anche a Modena i casi di stress lavoro-correlato, lo stress che nasce e si alimenta nei luoghi di lavoro: un preoccupante fenomeno sociale in crescita costante, che sempre più frequentemente si trasforma in vere e proprie forme patologiche. Nei Centri di salute mentale della nostra provincia, compresi i due presenti qui a Modena, i numeri parlano chiaro: in 5 anni, sono aumentati del 14% i casi di persone che si sono recate per un consulto medico. Poco meno di quattromila i pazienti che l’anno scorso sono stati affetti da nevrosi, una delle condizioni scatenanti lo stress da lavoro di cui soffrirebbero diverse centinaia di modenesi. E proprio oggi all’Una Hotel di Baggiovara, l’Ausl organizza un convegno multidisciplinare sull’argomento, di recente diventato oggetto anche di novità normative.
«Si definisce stress da lavoro un insieme di reazioni fisiche e emotive che si manifestano quando c’è squilibrio tra richieste sul luogo di lavoro e capacità prestazionali del lavoratore – spiega Fabrizio Starace, direttore del dipartimento di Salute mentale e dipendenze patologiche dell’Ausl di Modena – Lo stress influisce negativamente sia sul piano personale che sulla perfomance lavorativa». Non esiste un lavoro più a rischio di un altro: «A rischio sono tutte le professioni in cui viene richiesta un’elevata capacità prestazionale fisica o neuro cognitiva», aggiunge Starace. Per questo motivo, ricchi manager e poveri precari si trovano nelle stesse condizioni: i primi di fronte all’instabilità causata da contratti a tempo determinato e dalla mancanza di paracaduti sociale, i secondi di fronte alle voci di dismissioni, di chiusure che interessano numerose realtà economiche del Paese. «Il dato comune – spiega ancora Starace – è l’incertezza del futuro. Lo stress lavoro-correlato interessa tutto il contesto socio-economico e poi si manifesta in forme diverse nei diversi gruppi sociali. Campanelli d’allarme? La demotivazione è il primo segnale, ma anche le recenti tragedie di bimbi dimenticati nelle auto per recarsi al lavoro possono essere riconducibili a forme di iper apprensione lavorativa». Ci sono precisi indicatori a disposizione delle aziende per capire che i propri lavoratori sono stressati a tal punto da sfiorare la patologia. Ed è anche per questo motivo che la legislazione si sta attivando: entro il 31 dicembre i datori di lavoro dovranno realizzare protocolli di monitoraggio del rischio da stress lavoro-correlato, valutando gli interventi necessari per evitare che lo stress coinvolga i loro dipendenti. «Il messaggio del nostro convegno oggi è proprio questo: oltre ai danni personali, lo stress lavoro-correlato comporta ripercussioni negative anche nelle aziende». Tra i segnali che un datore di lavoro deve tenere monitorati, le assenze per malattia o le forme di astensione dal lavoro: «In genere nelle persone che soffrono di queste patologie aumenta anche la vulnerabilità alle malattie».
Ma quali sono i rimedi? «Le indicazioni sono fornite dall’Oms, che ha indicato come forme per evitare lo stress lavoro-correlato l’adottare strategie di turn-over, la distribuzione equa dei compiti e l’integrazione di competenze. Sul paziente, invece, il consiglio è valorizzare la vita oltre il lavoro, rivalutare amici e famiglia. L’imperativo è “mai minimizzare” di fronte al disagio né dare consigli che alimentino il senso di inadeguatezza delle persone a lavoro».


http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2011/06/10/news/cresce-lo-stress-da-lavoro-i-precari-fra-i-piu-esposti-1.329378

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