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Movimento "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011". Partigiani sempre.

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Partigiani sempre

mercoledì 29 giugno 2011

LA GIUNTA VENDOLA NON PROROGA I CONTRATTI DEI PRECARI DELLE ASL DELLA PUGLIA, CONTINUANO I RICORSI E SI ACCENDE LA PROTESTA.























Mandati a casa gli infermieri con 36 mesi di servizio nelle Asl pugliesi, sostituiti da altri precari per altri 36 mesi.
Nonostante la protesta degli infermieri incatenatesi nei pressi del palazzo della Regione Puglia, dalla Agenzia nr. 3026 del 28/06/2011 diffusa dal consigliere della Regione Puglia  Giannicola De Leonardis si apprende che il 28.06.11 vi è stata    “La bocciatura da parte della maggioranza di centrosinistra  del Governatore Nichi Vendola dell’emendamento presentato alla Legge di assestamento di Bilancio nell’odierna seduta di Consiglio regionale” .
Spiega De Leonardis che ciò  “rappresenta una pagina nerissima non solo per la stessa maggioranza, sensibile solo ‘una tantum’ alle problematiche del lavoro e dell’occupazione, ma per la sanità pugliese che rischia seriamente di finire in ginocchio, con drammatiche ripercussioni per gli utenti”.
La proposta votata contro dalla maggioranza del governatore Vendola (Sinistra e libertà, Partito Democratico, e Italia dei Valori)  prevedeva ulteriori proroghe ai contratti già posti in essere per 36 mesi per i sanitari precari (molti infermieri) delle ASL PUGLIESI,  fino all’espletamento di  nuove procedure concorsuali nelle quale prevedere una priorità nelle assunzioni a chi è da anni precario, come previsto dal d.lgs. 368/01, dalla DIRETTIVA 1999/70/CE del 28 giugno 1999, dalla ordinanza  della Corte di Giustizia dell’Unione  Europea (VI Sezione), con ordinanza del 1° ottobre 2010 nella causa C-3/10, e dalla sentenza della Corte Costituzionale Sentenza n. 182 anno 2011.
La proroga dei contratti dei professionisti precari avrebbe evitato l’estendersi dei  ricorsi alle autorità giudiziarie, dalle quali si attendono decisioni nel rispetto delle norme e a tutela del professionista precario,  che venga risarcito con l’ammontare di 30.000 euro per anno da lavoratore precario, in alternativa alle ulteriori proroghe.
La volontà espressa dalla giunta Vendola è in linea con la volontà della triade dei sindacati confederali, che hanno  autorizzato, le Asl, a reperire altri infermieri con contratti flessibili (co.co.co. , co.co.pro, uso di società interinali, avvisi pubblici di contratti a tempo determinato) per sostituire coloro che hanno già raggiunto la scadenza dei 36 mesi lavorativi presso la stessa ASL.
Giannicola De Leonardis, consigliere regionale e presidente della settima Commissione Affari Istituzionali, è “deluso per un atteggiamento di totale chiusura e di profonda ingiustizia verso le figure professionali altamente qualificate, infermieri, dirigenti medici e operatori che da anni lavorano per la sanità pugliese ma che non hanno potuto usufruire nel tempo di un contratto a tempo indeterminato. L’emendamento, che non sarebbe stato impugnato dalla Corte Costituzionale e non era assolutamente in contrasto col Piano di rientro sanitario, permetteva infatti ai Direttori generali delle Asl di mantenere in servizio persone che a giugno sono prossime all’espulsione, con prevedibili disastrose conseguenze per l’attività di interi reparti, molti dei quali sono addirittura a rischio chiusura, in particolare nella provincia di Foggia, e Bari  dove sono almeno cento le unità il cui futuro è diventato improvvisamente un’incognita, nonostante i sacrifici e la riconosciuta professionalità. A loro e alle loro famiglie va la mia piena solidarietà, in un momento così delicato e doloroso, che rappresenta una sconfitta non solo per loro ma per tutti noi”, conclude De Leonardis.
Quest’ultimo atto conferma che nella Sanità Pugliese nascosta tra le righe del Piano di rientro e di riordino, vi è un sinonimo di blocco del turn-over, ovvero sfruttamento del lavoratore precario per mezzo dei contratti flessibili.
Infatti in assenza di concorsi a tempo indeterminato il personale sanitario (infermieri, tecnici, medici, ecc) viene sfruttato di 36 mesi in 36 mesi dalle aziende sanitarie, con il consenso dei sindacati e del Governo Regionale.

Volontariamente si stupra il diritto alla stabilità lavorativa, sfuttando di 36 mesi in 36 mesi sempre personale diverso, professionisti diversi, vite diverse, medici ed infermieri diversi, con conseguente cattiva gestione della cosa pubblica.

Organizzando altre eclatanti manifestazioni di libero pensiero, ci auguriamo che la giunta Vendola voglia correre ai ripari prima della pausa estiva.
DOMENICO CIRASOLE
http://precariesenzalavoro.blogspot.com/
cirasole.do@libero.it

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